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20.09.2021 - 11:240
Aggiornamento : 12:06

I tatuaggi, il lusso, il sesso, gli scatti d'ira e quella ragazza con tanti soldi

Morte in hotel: il 32enne accusato di avere ucciso una giovane inglese è davanti alla Corte delle assise criminali.

I due figli, la rendita della SUVA, un tenore di vita elevato e i debiti: il giudice Mauro Ermani rivela chi è il tedesco alla sbarra per il delitto al La Palma Au Lac di Muralto.

LUGANO - Capelli corti e ben pettinati. Tatuaggi sul collo, sulle guance, anche uno sopra il sopracciglio sinistro. Occhiaie e sguardo malinconico. È il "ritratto" del 32enne alla sbarra a Lugano davanti alla Corte delle assise criminali con l'accusa di avere ucciso l'amica 22enne, in una stanza dell'albergo La Palma Au Lac di Muralto il 9 aprile 2019. L'uomo, già dimorante a Dänikon, nel canton Zurigo, padre di due figli, beneficiava di una rendita SUVA di 5.000 franchi al mese in seguito a un incidente d'auto e aveva problemi di alcol e di droga. 

«Sono andato a fondo» – Il giudice Mauro Ermani mette l'imputato, difeso dall'avvocato Yasar Ravi, di fronte ai suoi debiti: circa 20.000 franchi di attestati di carenza beni e 40.000 per alimenti non pagati. In parallelo però sperperava denaro nell'acquisto di oggetti di lusso. E in viaggi. Il suo tenore di vita sarebbe stato piuttosto elevato. «Ero crollato. Sono andato a fondo e ho trascurato le cose importanti», replica lui tramite un'interprete che lo affianca.

In carcere si comporta bene – Il 32enne, che si trova in esecuzione anticipata della pena, racconta la sua vita in carcere. «Lavoro come cuoco. Cerco di fare sport due volte al giorno. Una volta ho preso una sanzione perché nella mia cella è stato trovato un piccolo motore. Non so come sia finito lì. Ho ricevuto una multa di 40 franchi e il divieto di visite per tre mesi. Il mio futuro? Vorrei tornare a lavorare nel ramo della meccanica nella ditta dei miei genitori. Vorrei fare una vita normale, stare coi miei bambini. Ho riflettuto a lungo in prigione». 

La relazione con la vittima – Bella e molto ricca. Così il giudice definisce la vittima. Una giovane, orfana di madre (morta in un incidente in sua presenza) che abusava di alcol e faceva uso di cocaina. La 22enne aveva avuto una relazione aperta con un assistente sociale di Berlino. «Era allegra, simpatica e non era arrogante per il fatto di avere soldi – sostiene l'imputato –. Era una ragazza che aveva un carattere dominante, si faceva rispettare». Le piaceva frequentare locali particolari, in cui si poteva fare sesso. «Io non sono tanto amico di questi locali».

Pregiudizi – Ermani si sofferma sui tatuaggi del 32enne. E sui pregiudizi che potrebbero sollevare. «È vero che la gente a volte pensa che lei sia più cattivo di quello che è a causa dei suoi tatuaggi? Non ritiene che il giudizio degli altri sul suo aspetto possa crearle dei problemi? E di conseguenza portarla al coinvolgimento in risse o altro? Lei ha avuto simpatie per movimenti di estrema destra? Alcune scritte dei tatuaggi potrebbero crearle difficoltà, o no?» L'imputato non entra particolarmente nel merito dei temi sollevati. 

Buoni rapporti con la madre dei suoi figli – Si parla della sua famiglia. La storia con la madre dei suoi figli, affetta da una malattia piuttosto seria, si era trascinata a lungo. Con diversi stop e altrettanti tentativi di ripresa. Prima di chiudersi. «I rapporti – precisa lui – sono rimasti comunque buoni. E io vedevo i miei figli».

Il pugno al posacenere – Nel 2018 il 32enne tedesco aveva intrapreso una nuova relazione. Nel corso della quale aveva manifestato scatti d'ira. Ad esempio tirando un pugno a un posacenere. Negli atti viene citato un episodio specifico, verificatosi poco prima di Natale nel momento in cui la donna ha comunicato al 32enne che non immaginava più un futuro con lui. «Io comunque mi sono scaricato contro oggetti. Non contro persone».

L'incontro in Thailandia – Una vita scandita da tante donne. Da relazioni soprattutto di tipo sessuale. L'ultima, appunto, con la 22enne inglese morta a Muralto. I due si sarebbero conosciuti in Thailandia a febbraio del 2019. Il giudice insiste sul modo in cui il 32enne germanico potesse mantenersi. E sul fatto che si sarebbe trattato di una fuga più che di un viaggio di piacere. «Lei era partito con un biglietto di sola andata. Scappava dalla fine della sua relazione precedente e dai debiti, dalle sue responsabilità finanziarie. Lo ha raccontato sua madre». 

Una forte intesa – Tra la 22enne britannica e il tedesco nasce una forte intesa sessuale. Con rapporti più volte al giorno. La coppia sbarca in Ticino ad aprile. Ma cosa aveva raccontato di sé stesso l'imputato alla vittima? Come si era "venduto"? «Le avevo detto che avevo una società, che avevo provato a rendermi indipendente senza però avere successo». Sembra però che la giovane si fosse illusa di potere lavorare per il 32enne. 

La minaccia – Al processo di Lugano il giudice cita poi la minaccia dell'ex. La donna con cui il tedesco aveva avuto una relazione nel 2018 lo definiva "Una persona che racconta un sacco di bugie e che chiede soldi". Parole che la donna avrebbe voluto riferire alla nuova fiamma dell'imputato, la 22enne inglese trovata morta nella stanza 501. «Io ho debiti con delle ditte o per gli alimenti. Ma non ho debiti con persone private», dice il 32enne a Mauro Ermani. 

Così Yasar Ravi ha tentato di rinviare il processo
Pronti via e il processo per la morte in hotel di Muralto sembrava essersi impantanato un'altra volta, dopo il rinvio di giugno. In apertura l'accento viene messo su una perizia che Yasar Ravi, avvocato del 32enne alla sbarra, ha fatto effettuare allo specialista Giorgio Bolino. Perizia inviata a giugno ai medici dell'Università di Losanna per un'attenta analisi. La risposta però è arrivata solo il 16 settembre. Giovedì scorso insomma. «Troppo poco il tempo per valutarla – sostiene Ravi –. Desidero che il processo si tenga considerando tutti gli aspetti sollevati dagli esperti di Losanna». La Corte ha comunque deciso di non rinviare il dibattimento, restando aperta a eventuali nuovi sviluppi.

 

 

 

 

 

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