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MENDRISIO
08.07.2021 - 07:000
Aggiornamento : 08:04

Diventare nipoti per adottare un nonno e renderlo felice

Un nuovo progetto di volontariato per alleviare la solitudine degli anziani nelle case di riposo

di Redazione
MANUELE MOGHINI

MENDRISIO - L’architetto Katerina Neumann, insieme a Laura Chiesa e Lalitha Delparente, ha dato vita al progetto “Nipoti si diventa”, che si pone l’obiettivo di alleviare la solitudine delle giornate degli anziani in casa di riposo, affinché generazioni diverse possano condividere una fetta di felicità. L’iniziativa è da poco sbarcata in Ticino.

Come nasce “Nipoti si diventa”?

«Il progetto è nato nel 2016 in Repubblica Ceca dall’idea di una presentatrice radiofonica per allietare il periodo natalizio degli anziani. Ha avuto molto successo ed è subito piaciuta alla popolazione, tanto che lì oggi ogni Natale ci sono oltre 15.000 desideri esauditi».

Come ha portato il progetto qui da noi?

«Nel 2018 ho partecipato come donatrice in Repubblica Ceca ed è stata un’esperienza talmente bella da convincermi a importare questa idea anche in altri paesi. Al tempo vivevo in Italia e insieme a un’associazione che si occupa di anziani abbiamo dato origine all’iniziativa: il riscontro è stato grandissimo. Da un po’ vogliamo portare l’idea anche in Ticino, speriamo che questo sia l’anno buono!».

A che punto siete con l’organizzazione?

«Al momento abbiamo lanciato la raccolta fondi per coprire i costi base e stiamo lavorando alla costruzione del sito. Abbiamo il sostegno dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio e della Fondazione Sasso Corbaro e cerchiamo d'implementare i contatti con associazioni e strutture. Poi ci sarà la fase di contatto con le case di riposo: spiegheremo il progetto sperando in un’adesione maggiore possibile per raccogliere i desideri degli ospiti».

Poi ci sarà il lancio vero e proprio attorno a Natale.

«Esatto, ci impegneremo in una grande promozione per fare in modo che le persone conoscano il progetto e partecipino come donatori per esaudire i desideri che ci saranno sul nostro sito».

Come continuerà dopo le festività?

«Il periodo natalizio per noi rappresenta il momento di “lancio” del progetto, per esaudire alcuni desideri che gli anziani vorrebbero ricevere come dono. Vorremmo poi che durante l’anno si creassero rapporti tra donatori e anziani, proprio come tra nonno e nipote».

Quali sono i doni più richiesti dagli anziani?

«Molto spesso non si tratta di regali materiali, ma piuttosto di donare il proprio tempo. Gli anziani cercano compagnia, qualcuno con cui fare due chiacchiere, oppure la possibilità di fare vere e proprie esperienze: andare a cena fuori, assistere a una partita, fare un’escursione. Quando lo abbiamo proposto in Italia i desideri sono andati a ruba: in pochi giorni erano tutti esauditi. Ci siamo rese conto di quanto le persone siano calorose e tengano agli anziani, l’entusiasmo e la voglia di contribuire sono diffusissime».

Quali benefici ottengono i partecipanti?

«È un vero e proprio scambio personale: non è solo l’anziano a ricevere qualcosa, ma anche il donatore beneficia del rapporto che si instaura. È molto importante trasmettere questo concetto di intergenerazionalità, tra i “nonni adottivi” e i “nipoti” c’è un continuo coinvolgimento reciproco. Senza dimenticare gli operatori delle case di riposo: spesso abbiamo avuto riscontri positivi perché durante i loro turni hanno avuto occasione di assistere ai momenti di gioia dei loro ospiti».

Risollevare il morale agli ospiti delle case anziani
«Anche durante la pandemia non ci siamo mai fermate: in Italia il numero di desideri aumenta di anno in anno e abbiamo cercato di esaudirne il più possibile». Katerina Neumann ricorda l’anno appena trascorso.

«Purtroppo, per lungo tempo non è stato possibile realizzare incontri di persona, o accompagnare gli anziani in esperienze fuori dalla casa di riposo. Si trattava solo di video chiamate su Zoom oppure di regali fisici che venivano spediti per posta, giusto per avere un “tocco” di qualcuno dall’esterno. Il nostro obiettivo è quello di far partire il progetto in Ticino proprio quest’anno, dopo la pandemia, in quanto gli anziani sono stati tra le categorie più colpite dalla solitudine. Per mesi sono rimasti chiusi nelle strutture senza contatti esterni, per questo speriamo che prossimamente sarà possibile esaudire un po’ dei loro desideri e riacquisire i contatti con i donatori!».

Commenti
 
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