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LUGANOManifestazione in stazione: la condanna di autorità e mondo politico

09.03.21 - 11:06
Borradori: «Il concetto di democrazia e libertà di queste persone è diverso dal nostro». Quadri: «Molinari fö di ball»
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Manifestazione in stazione: la condanna di autorità e mondo politico
Borradori: «Il concetto di democrazia e libertà di queste persone è diverso dal nostro». Quadri: «Molinari fö di ball»

LUGANO - «Autodeterminazione e ribellione. Contro patriarcato, razzismo e islamofobia mascheriamoci tutti». Così recitava il volantino sul corteo organizzato dal Csoa (centro sociale autogestito) Il Molino ieri presso la stazione di Lugano. Che è finito in scontri con la polizia in tenuta antisommossa. Immagini che hanno fatto il giro del web, suscitando perlopiù sdegno.

L'indignazione del sindaco - Il sindaco di Lugano, Marco Borradori, ha voluto affidare a Facebook la sua riflessione: «Protesta in nome della democrazia... Ma quale democrazia? - scrive - . Il concetto di democrazia e libertà di queste persone, come dimostra l'idea di protestare contro un voto popolare, è assai diverso da quello della nostra comunità». Si tratta, infatti, di «una manifestazione non autorizzata, degenerata nello scontro con la Polizia e nel tentativo di occupare i binari ferroviari (con susseguenti disagi al trasporto pubblico e ai viaggiatori....)».

«Si muova anche il Cantone» - Anche Tiziano Galeazzi si è espresso sui social, definendo lo «scontro tra "autogestiti" e forze dell'ordine» come «atti vergognosi e incivili che per troppo tempo son stati tollerati in questa Città». Ecco perché per il deputato UDC «anche sul piano cantonale vanno urgentemente prese delle misure» per non più «tollerare questa mancanza di civiltà e di dialogo».

«Che idiozia caricare la polizia» - Raoul Ghisletta, dal canto suo, sottolinea come la «manifestazione anarchica» sia stata «pacifica per un'ora sul piazzale antistante la stazione FFS Lugano». Ma è poi «degenerata in assurdi scontri contro la polizia vicino ai binari, che hanno causato paura e disagio agli utenti dei mezzi pubblici per un paio di ore». Anche il deputato socialista definisce «inaccettabile vedere un mini corteo con tanto di striscione caricare un cordone della polizia antisommossa vicino a un binario. Cosa si vuole ottenere con simili idiozie?». E aggiunge: «Il sindaco di Lugano è incavolato, ma lo siamo tutti. Però per favore non sostituiamoci ai magistrati e lasciamo definire a loro le responsabilità penali degli individui, che pagheranno per i reati commessi. Così funziona un paese civile e maturo».

Quadri contro i "molinari" - Lorenzo Quadri (Lega), che sui "molinari" non ha mai mancato di esprimersi, anche questa volta non si è limitato: «I brozzoni cosiddetti autogestiti hanno passato ogni limite. Föö di ball! Sgomberare l'ex Macello!». E non ha mancato di definire i manifestanti «sedicenti “autogestiti”, odiatori e violenti». Criticando pure «i kompagnuzzi che si sciacquano la bocca con “il rispetto della legalità”» e «l’ente pubblico» che «continua a permettere a questa foffa di occupare illegalmente uno stabile di proprietà dei cittadini luganesi».

Tutta la Lega punta l'ex Macello - I fatti avvenuti sono «semplicemente raccapriccianti», è il commento dei Giovani leghisti. Che criticano «una parte politica che dovrebbe per dovere istituzionale difendere le leggi e le sue applicazioni» e invece «prende posizione contro la Città di Lugano e gli agenti a favore di persone che senza scrupoli ingaggiano manifestazioni violente e non autorizzate e da decenni vivono autogestiti in uno stabile che dovrebbe già essere stato raso al suolo da molto». Il Movimento, infine, chiede che l'ex Macello «venga chiuso e reso irraggiungibile da chiunque». Un appello a cui si accoda tutto il gruppo Lega di Lugano: «È giunto il momento di dire basta e ridare alla cittadinanza gli spazi occupati da questi pochi scappati di casa che, con il loro modo di agire violento e privo di ogni volontà al dialogo, non meritano nessuna considerazione».

«In tenuta antisommossa» alla manifestazione - Il Movimento per il socialismo (MPS) è la voce fuori dal coro. E solleva il dubbio che siano state «polizia e autorità» a «provocare lo scontro» in appoggio alla «campagna in atto contro il Molino, con i proclami e gli appelli per una “soluzione finale” nei confronti della decennale esperienza autogestita»

Indagano gli inquirenti - La Polizia cantonale, dal canto suo, ieri sera ha parlato di «manifestazione non autorizzata» e di «alcuni manifestanti» che «hanno creato disordini e lanciato a più riprese oggetti in direzione degli agenti». Tutti i manifestanti sono stati controllati e in seguito rilasciati e la loro posizione è al vaglio degli inquirenti.

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