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05.10.2020 - 16:350
Aggiornamento : 19:39

«Non spetta a me giudicare, ma il carico di lavoro ha pesato»

Il PG Andrea Pagani, in un lungo comunicato, analizza la difficile situazione venutasi a creare a Palazzo di Giustizia

E aggiunge: «Per migliorare la vigilanza sull'operato dei procuratori, occorre disporre di maggiori strumenti, che oggi il Procuratore Generale non ha»

LUGANO - Dai messaggi brevi, WhatsApp per intenderci, ad un lungo comunicato stampa in cui il Procuratore generale Andrea Pagani cerca di far chiarezza su come sono maturati i preavvisi del Consiglio della Magistratura. 

L'esame interno - Per lo meno per la parte di giudizio che gli compete, il PG ricorda che «nel 2020, fra marzo e giugno, tenuto conto di due mesi di lockdown, a prescindere dall'avvicinarsi dello scadere delle cariche, ho personalmente esaminato i dati di tutti i Magistrati, che ho poi ascoltato, con verbali discussi e controfirmati, trasmessi in luglio al Consiglio della Magistratura». 

Le problematiche - Questa seconda serie di audizioni, dopo quelle effettuate tra aprile e ottobre 2019, «particolarmente impegnativa e che nessuno aveva mai svolto in precedenza, ha fatto emergere - dice oggi Pagani - ulteriori problematiche o criticità di diversa natura, le quali, senza mie conclusioni, sono state sottoposte al Consiglio della Magistratura, come esplicitamente richiesto. Di questo i Procuratori erano a perfetta conoscenza».

«Non spetta a me giudicare» - Quanto ai recenti preavvisi, con le bocciature dei cinque da parte del Consiglio della Magistratura, Pagani sottolinea che «non spetta a me giudicare i pareri emessi dall'Autorità di vigilanza (CM), di cui peraltro non sono stato destinatario. Dalla mia ottica parziale (poiché non ho partecipato alle audizioni dei Procuratori dinnanzi al Consiglio della Magistratura, che ha per di più emesso i suoi preavvisi sulla scorta di elementi forniti da diversi anelli della catena penale comprese beninteso le considerazioni del Procuratore Generale), posso tuttavia anche condividere i preavvisi stessi nella sostanza, ognuno nella sua specificità. Per contro, sono rimasto sorpreso dalla durezza formale degli stessi e dai termini utilizzati».

L'auspicio - In conclusione il PG auspica che il Ministero Pubblico possa tornare a lavorare al più presto con la necessaria serenità e sottolinea come «per migliorare la vigilanza sull'operato dei Procuratori, occorra disporre di maggiori strumenti, che oggi il Procuratore Generale non ha. Io e i miei sostituti siamo disponibili a partecipare attivamente a questo processo di "riforma", nella misura in cui le Autorità competenti lo riterranno opportuno o necessari».

«Non tutti reggono il carico» - Infine, secondo Pagani, «in parte, l’attuale situazione è dipesa dal considerevole carico di lavoro, che non tutti sono sempre in grado di reggere garantendo l'imprescindibile qualità che le parti devono poter esigere nell'ambito dei procedimenti penali».

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