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MENDRISIO

Quando i Comuni non sono uniti, ci rimettono i commerci

Ne è convinto Carlo Coen, presidente della Società commercianti del Mendrisiotto, che critica «il campanilismo» momò
TiPress - foto d'archivio
Quando i Comuni non sono uniti, ci rimettono i commerci
Ne è convinto Carlo Coen, presidente della Società commercianti del Mendrisiotto, che critica «il campanilismo» momò
MENDRISIO - Sostenere le micro-imprese che hanno subito danni economici e il rilancio dell’economia sul piano sociale. Sono questi gli obiettivi della misure decise da alcuni Comuni per il rilancio dell’economia dopo il lockdown. A Mendri...

MENDRISIO - Sostenere le micro-imprese che hanno subito danni economici e il rilancio dell’economia sul piano sociale. Sono questi gli obiettivi della misure decise da alcuni Comuni per il rilancio dell’economia dopo il lockdown. A Mendrisio tutti i domiciliati hanno ricevuto un buono del valore di 20 franchi da spendere presso le attività commerciali del comune che hanno dovuto chiudere durante il periodo di pandemia. A Novazzano il buono era di 40 franchi. Un’iniziativa nobile, che però nasconde un problema: il campanilismo.

Ne è convinto Carlo Coen, presidente della Società commercianti del Mendrisiotto (SCM). In pratica, ognuno pensa per sé. «È un peccato che non si sia gestita la cosa a livello distrettuale - ha dichiarato ai microfoni di Radio Ticino -. È tutto troppo suddiviso». Coen non le manda a dire: «Si parla sempre di aggregazione e unione, ma quando subentrano cose serie e importanti si è sempre molto divisi».

Proprio l’iniziativa dei buoni, introdotta da Mendrisio e Novazzano, se «fosse stata allargata a tutto il distretto, avrebbe avuto un bacino di 50’000 persone. E quindi l’aiuto che si sarebbe dato ai vari commerci sarebbe stato ben maggiore». 

Ma, a dire del presidente della SCM, «non si è voluto neanche iniziare a discutere di una cosa del genere. Ognuno ha voluto fare a modo suo e pensare al suo angolino». Coen non punta il dito verso una persona sola o un unico Comune: «È un atteggiamento da parte un po’ di tutti. Siamo troppo divisi. Il campanilismo è molto forte. Ci sono stati dei municipali a favore di collaborazioni intercomunali, ma i tempi sono brevi e si passa a una decisione del proprio Comune».

Le cose, però, possono cambiare. «Per il futuro si augura che ci sia una maggiore collaborazione - conclude Coen -. Se c’è una cosa che mi ha insegnato questo periodo di Covid-19 è che da soli non si arriva da nessuna parte. Se ci fosse una vera unione tra i vari Comuni si potrebbe fare qualcosa di veramente importante con poco».

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