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CANTONE
27.06.2018 - 14:350
Aggiornamento : 18:02

Centoventi milioni di franchi: un altro passo verso le nuove Officine FFS

Cantone e Città hanno approvato i messaggi per il contributo finanziario alla realizzazione dello stabilimento. Ma è fondamentale la pianificazione dell’attuale sedime

BELLINZONA - Cento milioni di franchi dal Cantone. Venti milioni dalla Città di Bellinzona. Proprio oggi sono state approvate le richieste di credito per il contributo finanziario previsto per la realizzazione delle nuove Officine FFS in territorio di Castione-Arbedo. «Un passo necessario che abbiamo compiuto nei tempi che ci eravamo dati con le FFS, entro la fine di quest’anno si vuole firmare un contratto vincolante per la realizzazione» ha detto poco fa Claudio Zali, presidente del Consiglio di Stato, in un incontro con la stampa per la presentazione dei messaggi indirizzati ai relativi legislativi.

Verso la riqualifica - «Per giungere all’effettiva realizzazione di questo complesso progetto - ha sottolineato Mario Branda, sindaco di Bellinzona - la strada è però ancora lunga». Sì, perché lo spostamento dello stabilimento - come noto - prevede anche la riqualifica dell’attuale sedime a Bellinzona, che sarà in parte ceduto al Cantone e alla Città (si parla di quasi sessantamila metri quadri). «E soltanto una pianificazione condivisa dell’area potrà dare il via definitivo all’operazione» ha ricordato Zali. 

I contenuti del comparto - Per il comparto in questione si parla in particolare della creazione di un parco tecnologico. «È previsto l’insediamento del Parco nazionale dell’innovazione e della sede centrale del Tecnopolo Ticino» ha spiegato il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Ma saranno create anche strutture scolastiche, stabili amministrativi, cooperative d’abitazione intergenerazionale e residenze a pigione sostenibile, e un centro di quartiere con spazi aggregativi, culturali ed espositivi. «Si procederà con un mandato di studio in parallelo, la cui prima fase dovrebbe partire già nel corso del 2019» ha quindi spiegato Simone Gianini, capo Dicastero territorio e mobilità di Bellinzona.

Nessun licenziamento - Per quanto riguarda le nuove Officine FFS, Vitta lo ha nuovamente sottolineato: «Nello stabilimento lavoreranno circa 200-230 persone, ma non sono previsti licenziamenti». Già lo scorso dicembre, alla firma della lettera d’intenti da parte del Cantone, della Città e delle FFS, si parlava di fluttuazione naturale del personale. «L’auspicio è che questa iniezione di denaro pubblico possa dare una spinta al settore» ha detto ancora Vitta.

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Commenti
 
vulpus 1 anno fa su tio
In centro città, un parco nazionale tecnologico, centrale tecnopolo del Ticino. Ma ci rendiamo conto di cosa stanno facendo? Parolone per dei contenuti sconosciuti, che forse necessiteranno ancora dei capannoni presenti... Il museo dei trasporti esiste a Lucerna. Il territorio occupato dalle officine oggi, è un terreno prezioso per uno sviluppo della città a misura di cittadino. Per5chè destinarlo a strutture che rimarranno praticamente vuote? Perchè convogliare ancora maggior traffico in centro città?Ci vuole maggior fantasia: che le officine traslocchino è una decisione incontrovertibile. Occasione unica per la città per fare un salto di qualità, a misura di uomo. Ma anche il trasloco a Castione lascia perplessi , sia per l'ubicazione, che per gli spazi a disposizione. La zona della Monteforno era ideale, essendo già una zona industriale, collegata direttamente all'autostrada alla ferrovia e già strutturata per accogliere questo tipo di insediaento.
Nmemo 1 anno fa su tio
E cos’altro si dovrebbe pianificare per il futuro su quei terreni? Una volta che l’azzeccano, a parole senza che s’intravvedano speculazioni, li si lasci andare ..
Amina Domeniconi 1 anno fa su fb
L'arroganza non manca alle FFS e da parte delle Autorità. Fanno i conti senza l'oste (proprietari dei terreni), ah dimenticavo, loro, possono espropriare e tutto si risolve.
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