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NUOTO

«I campioni non sono diventati campioni facendo le vacanze»

«Se vuoi raggiungere un obiettivo devi fare dei sacrifici. E io lo voglio»
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«I campioni non sono diventati campioni facendo le vacanze»
«Se vuoi raggiungere un obiettivo devi fare dei sacrifici. E io lo voglio»
«Il traguardo è l’oro alle Olimpiadi».
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ROMA - È il primatista Mondiale nei 100m dorso, si è già messo al collo tre ori mondiali e due medaglie olimpiche ma… ha ancora fame. L’italiano Thomas Ceccon ha raccontato al Corriere della Sera il “suo” mondo del nuoto, tra difficoltà e...

ROMA - È il primatista Mondiale nei 100m dorso, si è già messo al collo tre ori mondiali e due medaglie olimpiche ma… ha ancora fame. L’italiano Thomas Ceccon ha raccontato al Corriere della Sera il “suo” mondo del nuoto, tra difficoltà e vezzi.

Carattere forte, testa dura, il 23enne ha faticato soprattutto da adolescente, quando ha cominciato a confrontarsi con avversari adulti ed è stato vittima di bullismo, e quando ha cominciato a costruire il suo mito.

«All'inizio sicuramente ho avuto problemi - ha spiegato il campione azzurro - Avevo 16-17 anni e battevo quelli di 27: per loro non era piacevole, lo capisco. Girerebbero anche a me se perdessi con un ragazzino. Poi col tempo hanno capito che ero più forte e tutto è cambiato. Anche con il mio allenatore ci sono stati degli attriti. I rapporti sono diventati diversi quando ho capito che non nuotavo per far piacere a lui, o a mamma e papà, ma per me stesso. A un certo punto del percorso lo devi capire, altrimenti è meglio smettere. I campioni non sono diventati campioni facendo le vacanze. Io potrei anche non fermarmi mai perché nuotare mi piace, ma il punto è che se vuoi raggiungere un obiettivo devi fare dei sacrifici. E io lo voglio. L'obiettivo di adesso è l'oro alle Olimpiadi. Per me ora il nuoto è tutto. L'ossessione è una medaglia a due facce: da un lato ti spinge a impegnarti al massimo per raggiungere l'obiettivo, dall'altro ti fa stare male quando per un motivo o per l'altro non ci riesci».

Ceccon è anche, per un aspetto particolare, una mosca bianca. Prima i baffi, poi il rifiuto alla depilazione… «Basta, niente baffi. Anche perché ormai lo fanno in molti e non è più una novità. Per quanto riguarda i peli invece, ho depilato le braccia a Tokyo e da lì in poi non l'ho più fatto. È come se fosse una risorsa in più da tenere per le occasioni davvero importanti».

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