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CANTONE
27.06.2018 - 15:400

«Un milione per ogni posto di lavoro: è il pizzo pagato alle FFS»

L'MPS contesta ferocemente i due messaggi del Cantone e della città di Bellinzona sul trasferimento delle Officine

BELLINZONA - «Ok. Il prezzo è giusto: Cantone e Comune decidono di pagare il pizzo alle FFS: un milione per ogni posto di lavoro salvato». Non sono andati giù all'MPS i due messaggi del Governo e del Municipio di Bellinzona sul trasferimento delle officine. 

Il partito trova infatti che i due testi parlino poco del futuro della struttura che dovrebbe sostituire le attuali Officine.  «Allo stabilimento industriale vengono dedicate poche righe, ripetitive rispetto alle genericità già indicate negli ultimi mesi».

Nello specifico l'MPS critica «una totale indeterminatezza e vaghezza quanto a contenuti produttivi e occupazionali della nuova struttura. Una vaghezza che non può certo essere recuperata con il costante riferimento al fatto che sarà uno degli stabilimenti d’avanguardia a livello europeo».

L'MPS poi va a scoperchiare la problematica dei posti di lavoro persi: «Il nuovo stabilimento industriale non potrà occupare le 200-230 unità lavorative come FFS, Cantone e Città vanno ripetendo da tempo; come hanno già confermato in alcuni colloqui le FFS il nuovo stabilimento occuperà la massimo 120 lavoratori, con una riduzione di due terzi rispetto all’attuale occupazione».

Proprio quei 120 dipendenti per cui - stando all'MPS - le autorità hanno pagato un conto salatissimo. «Per mantenere uno stabilimento produttivo in Ticino le FFS chiedono a Cantone e città il pagamento di un “pizzo” di 120 milioni. D’altronde il CEO delle FFS, Meyer, aveva espressamente indicato, in occasione della dichiarazione di intenti firmata lo scorso mese di dicembre, che senza questo contributo le FFS avrebbero potuto andare altrove...».

Lo sguardo dell'MPS si sposta poi al futuro pianificatorio dell'area che accoglie ora le Officine. «Anche qui non si va oltre a generiche dichiarazione di intenti (si prevedono stabili abitativi, amministrativi, scolastici, tecnologici, etc.): escluso un futuro stadio, vi è di tutto», sottolineano sarcastici.

In conclusione il partito vede, senza sorpresa, confermate tutte le proprie riserve sul progetto che rappresenta un «vero e proprio atto di forza» delle FFS nei confronti del Cantone e della Città. «Le pavide autorità cantonali e comunali si genuflettono, vendendo mercanzia che non hanno e pagando un pesante tributo finanziario. Con la speranza di un ritorno di immagine (ed elettorale) attraverso la realizzazione di un nuovo quartiere le cui promesse si annunciano già al di sotto delle necessità e delle attese di un Cantone e di una città che vogliano seriamente rispondere alle sfide del futuro».

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