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BERNA
11.06.2013 - 11:560
Aggiornamento : 22.11.2014 - 23:07

"L'immigrazione in Svizzera non ha prodotto danni"

La Confederazione rassicura: "Il mercato del lavoro svizzero ha retto alla libera circolazione che ha assicurato un maggiore finanziamento delle assicurazioni sociali

BERNA - I dai sono quelli che fanno discutere. Secondo l'Ufficio Libera circolazione delle persone e Condizioni di lavoro della Confederazione l’accordo con l’UE sulla libera circolazione delle persone ha agevolato le imprese svizzere nel reclutamento di personale specializzato e ha fornito, negli ultimi undici anni, un importante contributo alla crescita economica e dell’occupazione. Il mercato svizzero del lavoro ha dimostrato una buona capacità di assorbire questa forza lavoro e anche gli ultimi studi empirici attestano la scarsa portata degli effetti negativi sugli stipendi e del crowding out. La crisi economica in Europa ha influito sulla composizione dell’immigrazione degli ultimi due anni, che si è intensificata dai Paesi del Sud e dell’Est europeo, riducendosi invece in provenienza dalla Germania.

Nel decennio 2002-2012 l’immigrazione netta verso la Svizzera è stata di 63 000 persone all’anno: tra queste, delle 38 400 persone provenienti da Paesi UE/AELS, 16 300 erano di nazionalità tedesca e 7 500 portoghese.

 

Il mercato svizzero del lavoro ha saputo assorbire la forte immigrazione degli ultimi anni. Il numero delle persone occupate è salito complessivamente, tra il 2002 e il 2012, di 565 000 unità: di queste, la metà è di nazionalità svizzera o di nazionalità straniera con domicilio in Svizzera, mentre la restante metà comprende titolari di permessi di soggiorno di un anno o meno e transfrontalieri. Tra gli immigrati dall’area UE/AELS si trovano prevalentemente persone altamente qualificate. Il 53 per cento delle persone attive immigrate in virtù dell’accordo sulla libera circolazione possiedono un diploma di livello terziario.

 

Il 60 per cento dell’aumento degli occupati originari dei Paesi UE/AELS si è concentrato nelle tre categorie professionali principali dei dirigenti, degli accademici e dei tecnici o professioni affini. Anche tra gli svizzeri si è registrato negli ultimi dieci anni un forte aumento dell’occupazione in queste categorie professionali.

 

In una prospettiva a lungo termine, al di là dei cicli congiunturali, dagli anni ’90 il tasso di disoccupazione si è mantenuto costante. Nel periodo 2003-2012 gli svizzeri hanno fatto registrare sempre i tassi di disoccupazione più bassi.

I ricercatori delle Università di Zurigo e Losanna sono giunti alla conclusione che la forte immigrazione non ha prodotto in generale effetti di crowding out, o spiazzamento. Un lieve spiazzamento è stato constatato tra i professionisti più qualificati: l’aumento dell'immigrazione determinato dalla libera circolazione delle persone avrebbe fatto aumentare la disoccupazione tra le persone nate in Svizzera dello 0,2 per cento circa ma questo, appunto, soltanto nelle categorie altamente qualificate.

 

Infine, ci sono anche molti vantaggi dall'immigrazione. Il forte flusso migratorio fa aumentare costantemente la partecipazione dei cittadini dell’UE/AELS al finanziamento delle assicurazioni sociali, mentre si riduce il contributo dei cittadini svizzeri. La forte immigrazione ha rallentato negli ultimi anni l’invecchiamento della popolazione, alleggerendo la pressione sulle assicurazioni sociali del primo pilastro (AVS/AI/IPG/PC) finanziate secondo il principio di ripartizione. Il timore che la libera circolazione delle persone portasse a un aumento sproporzionato degli stranieri beneficiari di prestazioni AI si è rivelato infondato.

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