I Verdi liberali dicono "no" a un fondo per il clima

Il partito raccomanda di respingere anche "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)" e l'iniziativa sul denaro contante
Il partito raccomanda di respingere anche "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)" e l'iniziativa sul denaro contante
BERNA - I Verdi liberali (PVL) raccomandano a popolo e Cantoni di bocciare l'iniziativa popolare "Per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l'ambiente (Iniziativa per un fondo per il clima)" lanciata da PS e Verdi. Lo ha deciso oggi il partito, in occasione di un'assemblea dei delegati tenutasi in linea, con 106 voti contro 54 e quattro astensioni.
Il partito raccomanda di respingere altre due iniziative popolari pure sottoposte al voto l'8 marzo: quella "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)" e quella "Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)".
Il no a questi due testi è stato chiaro, come indicato dal PVL in un comunicato: contro l'iniziativa SSR hanno votato in 142, a favore in cinque e due delegati si sono astenuti. L'altra proposta di modifica costituzionale è stata spazzata via dall'assemblea con 143 no, un favorevole e quattro astensioni.
I Verdi liberali raccomandano invece di votare sì alla legge federale sull'imposizione individuale. I delegati hanno approvato la norma con 152 sì, cinque no e sei astensioni. Anche questo oggetto sarà sottoposto a votazione l'8 marzo.
Con il no all'iniziativa per un fondo per il clima, i delegati del PVL hanno seguito il loro presidente Jürg Grossen. Secondo quanto comunicato, il consigliere nazionale bernese ha affermato che la creazione di un tale fondo è inopportuna. «La Svizzera deve invece proseguire con maggiore coerenza il percorso intrapreso verso l'obiettivo di zero emissioni nette (di gas a effetto serra) sulla base di incentivi».
Con il sì all'imposizione individuale i delegati hanno seguito la loro consigliera nazionale Kathrin Bertschy (BE). Quest'ultima durante l'assemblea ha difeso la norma con l'argomentazione che occorre adeguare il sistema fiscale del secolo scorso alla realtà odierna della grande maggioranza della popolazione.




