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SVIZZERAMarchesi punta il dito contro il giudice svizzero della Corte europea dei diritti dell’uomo

26.04.24 - 10:19
Presentata un’interrogazione che verrà depositata alle Camere federali
Ti Press
Marchesi punta il dito contro il giudice svizzero della Corte europea dei diritti dell’uomo
Presentata un’interrogazione che verrà depositata alle Camere federali

BERNA - Con un'interrogazione che verrà depositata alle Camere federali alla prossima Sessione estiva, il Consigliere nazionale Piero Marchesi, nonché presidente dell'Udc Ticino, punta il dito contro il giudice svizzero della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), reo - secondo Marchesi - di sostenere apertamente la causa climatica e condannare sempre la Svizzera. Marchesi, nella sua interrogazione, ricorda che recentemente la Corte europea per i diritti dell'uomo ha condannato la Confederazione per non aver adottato misure sufficienti per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

«Le convinzioni del giudice svizzero della Corte europea dei diritti dell’uomo sono da rispettare - scrive Marchesi - ma è evidente che si tratta di un giudice di parte. Ciò solleva la domanda: come mai abbiamo un tribunale così chiaramente schierato su alcune questioni? La risposta risiede nell’abile attivismo di ONG e associazioni, che riescono a collocare giudici con sensibilità simili, sfruttando la disattenzione dei politici (i parlamentari del Consiglio d’Europa) che li nominano».
Per Marchesi la recente sentenza è «quantomeno discutibile, soprattutto considerando che Greenpeace è rappresentata in questa causa da cittadine svizzere». E aggiunge: «La difesa della Svizzera è stata affidata a un funzionario dell’Ufficio federale di giustizia che, tuttavia, aveva precedentemente manifestato interesse a diventare membro della stessa Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Questo solleva interrogativi sulla sua imparzialità, considerando che è stato successivamente eletto rappresentante del Liechtenstein presso la CEDU».

Considerazioni che hanno portato il Consigliere nazionale a chiedere al Consiglio federale se ritenga opportuno o meno corretto incaricare un funzionario di difendere la Svizzera che precedentemente aveva manifestato interesse a diventare membro della CEDU, e se il funzionario abbia svolto il suo incarico con diligenza e a tutela degli interessi della Svizzera. «Potrebbe non aver fatto il proprio compito con il desiderio di non urtare i futuri colleghi? Come intende evitare di farsi nuovamente difendere da funzionari che operano contro gli interessi della Svizzera? Intende prendere provvedimenti contro questo funzionario?» le domande contenute nell'interrogazione.

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