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VAUDBurkart: «Soluzione pragmatiche» e non «paraocchi ideologici»

12.02.22 - 12:01
Secondo il presidente PLR la politica di UDC, PS e Verdi rispecchia il motto «la mia morale vale per tutti»
Keystone
Fonte ats
Burkart: «Soluzione pragmatiche» e non «paraocchi ideologici»
Secondo il presidente PLR la politica di UDC, PS e Verdi rispecchia il motto «la mia morale vale per tutti»

MONTREUX - In Svizzera servono le «soluzioni pragmatiche e costruttive» del PLR e non i «paraocchi ideologici» della sinistra. È questo il messaggio lanciato oggi dal presidente del Partito Liberale Radicale Thierry Burkart in occasione dell'assemblea dei delegati del partito che si tiene a Montreux (VD). Dopo le ondate di coronavirus, il consigliere agli Stati argoviese ha messo in guardia contro le «ondate di indignazione» di PS e Verdi, ma anche dell'UDC.

Alla sua prima assemblea dei delegati nel ruolo di presidente, il 46enne argoviese - in carica da quattro mesi - ha affrontato diversi temi nel suo discorso, fra cui la riforma dell'AVS, l'approvvigionamento energetico, la pandemia, Frontex e i rapporti con l'Unione europea.

Burkart non ha risparmiato critiche agli altri partiti - a suo avviso la politica di UDC, PS e Verdi rispecchia il motto «la mia morale vale per tutti» - e alla burocrazia eccessiva, con un groviglio di regole e norme che ostacola «la prosperità del nostro Paese». A finire nel mirino del neo-presidente sono stati anche gli attivisti per il clima: le azioni illegali di cui si sono resi protagonisti - ad esempio occupando stabili e bloccando strade - non devono essere tollerate col pretesto della moralità.

Sui rapporti con l'Ue, Burkart ha sottolineato - in italiano, secondo il discorso scritto - che «un sano pragmatismo è necessario, soprattutto quando si tratta di politica europea. I rimedi miracolosi ci condurrebbero di nuovo in un vicolo cieco a livello di politica interna. Non fare nulla, come suggerisce l'UDC, metterebbe in pericolo la via bilaterale sul lungo periodo. Sono quindi particolarmente contento, che il nostro presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, non si sia lasciato destabilizzare dai tentativi di mettergli pressione da parte di una politica ormai già indirizzata verso una campagna elettorale anticipata. Trovare un equilibrio tra politica interna e politica estera - ha aggiunto il "senatore" argoviese - non è certo una passeggiata. È un percorso che richiede un'azione ponderata e non ideologica».

Per quanto riguarda la via d'uscita dalla crisi pandemica, il presidente del partito chiede al Consiglio federale una visione a lungo termine, una strategia vaccinale sostenibile e un'unità ad hoc federale per la gestione delle future crisi.

No alla Lex Netflix, sì a Frontex - I delegati del PLR hanno deciso di opporsi a larga maggioranza alla cosiddetta "Lex Netflix", mentre hanno detto chiaramente "sì" a Frontex. Entrambi gli oggetti saranno in votazione il prossimo 15 maggio.

Per 275 voti a 53 e 10 astenuti i delegati hanno respinto la norma voluta dal parlamento che obbliga le piattaforme di streaming ad investire il 4% del rispettivo reddito lordo generato in Svizzera nella produzione di film elvetici indipendenti.

Alla revisione della legge sul cinema si erano opposte - lanciando il referendum - le sezioni giovanili dell'UDC, del PLR, dei Verdi liberali e anche diversi esponenti del Centro, i quali ritengono ch'essa ignori completamente il consumatore, oltre a introdurre un "tassa sui film". Il timore è che i servizi di streaming, a causa di questa nuova norma, aumentino i rispettivi prezzi.

La seconda raccomandazione di voto concerne invece il recepimento del regolamento UE riguardante la guardia di frontiera e costiera europea Frontex (sviluppo dell'acquis di Schengen), contro il quale l'associazione Migrant Solidarity Network ha lanciato il referendum.

I delegati a Montreux si sono chiaramente schierati a favore con 335 voti contro 6 e due astensioni. Prima del voto ha preso la parola la consigliera federale Karin Keller-Sutter, secondo la quale «proteggere le frontiere esterne significa anche assicurare la sicurezza e la libertà nel nostro Paese».

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