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SVIZZERA«I media saranno più indipendenti con quei soldi». Ma non tutti li riceveranno

14.01.22 - 15:51
Non tutti i media verranno aiutati. 20 minuti e Tio non riceveranno sostegni. Ne abbiamo parlato con Simonetta Sommaruga
Keystone
Fonte Claudia Blumer / 20 Minuten
«I media saranno più indipendenti con quei soldi». Ma non tutti li riceveranno
Non tutti i media verranno aiutati. 20 minuti e Tio non riceveranno sostegni. Ne abbiamo parlato con Simonetta Sommaruga
Durante la chiacchierata la Consigliera federale ci ha pure svelato il suo giornale preferito e il perché questa legge sui media va difesa. «I giornali e le radio locali si sono indeboliti, senza questo pacchetto diversi non ce la farebbero».

BERNA - Il prossimo 13 febbraio il popolo svizzero è chiamato a esprimersi sul pacchetto di misure a sostegno dei media. Esso mira a rafforzare e a sostenere soprattutto quelle entità locali e regionali che senza un aiuto concreto della Confederazione rischierebbero di scomparire. 20 Minuten, come anche 20 minuti e Tio di quelle sovvenzioni non vedranno nemmeno l'ombra. Ne abbiamo parlato con la Consigliera federale Simonetta Sommaruga, che del pacchetto di misure a favore dei media è una gran sostenitrice.

Qual è il giornale che preferisce?
«Sono soprattutto un'amante della radio. Amo ascoltarla alla mattina. In seguito durante la settimana leggo il Bund e la Berner Zeitung, ovvero i giornali della mia regione. Durante il weekend, invece, preferisco informarmi sul tablet».

Legge anche “20 Minuten”?
«Certamente. Lo leggo sempre quando prendo il treno o il tram».

Si innervosisce quando legge qualcosa che la riguarda?
«Se ho rilasciato io stessa un'intervista, so già che cosa ho detto».

I sondaggi (qui trovi quello di Tamedia) indicano che il popolo boccerà il pacchetto di misure a favore dei media. Si aspetta una sconfitta?
«Se gli svizzeri si rendessero conto che una bocciatura danneggerebbe molto anche loro, allora la proposta potrebbe avere una possibilità. I nostri giornali e le nostre radio locali sono state indebolite dai grandi gruppi mediatici stranieri che sottraggono loro i proventi della pubblicità. Se non supportiamo subito i nostri media, ne spariranno diversi altri. E nel contempo scomparirebbe la cronaca locale delle regioni interessate».

In un momento come questo è però difficile far accettare nuovi sussidi
«Non è un nuovo sussidio. Il finanziamento dei giornali esiste da 170 anni, principalmente per i piccoli media locali. Sono quelli che soffrono di più e che riceverebbero il maggior sostegno dal pacchetto di misure. Si tratta di salvare la cronaca locale. Quella che parla della scuola del paesino o dell'ospedale della regione. I media locali - come il "Sempacher Woche" o il "Willisauer Bote" fanno questo. Se non ci fossero più chi li sostituirebbe? Chi darebbe notizie locali? Google e Facebook non riportano quel che succede a Entlebuch e Willisau» (due comuni del Canton Lucerna, ndr).

20 Minuten (come anche 20 minuti e Ticinonline) raggiunge e informa molte persone. Ma essendo gratuito non rientra tra i giornali aiutati dal pacchetto. Non lo trova ingiusto?
«Questo modello di sostegno della stampa è collaudato da tempo. Da sempre vi è la riduzione sui prezzi di distribuzione per i quotidiani e settimanali in abbonamento. In futuro verranno sostenuti anche i media online co finanziati dai propri lettori (ovvero che pagano un abbonamento per leggere gli articoli, ndr). Ma anche 20 Minuten non rimarrà a mani vuote. Il pacchetto prevede infatti il sostegno alle agenzie di stampa (che mettono a disposizione di altri media informazioni da tutta la Svizzera, ndr), e il potenziamento della formazione dei giornalisti».

I media potranno ancora essere critici verso uno Stato che li sovvenziona?
«Certamente. E la prova la fornisce il tempo. Sono 170 anni che i media vengono sovvenzionati, fin dall'Istituzione dello Stato federale».

Ma prima non venivano effettuati in contanti...
«Questo pacchetto rafforza l'indipendenza dei media. Perché media con maggiori mezzi e con risorse sufficienti possono essere maggiormente indipendenti da inserzionisti e finanziatori. Inoltre, questo modello di finanziamento si rifà al mercato. Chiunque abbia un pubblico disposto a pagare sarà supportato».

La legge è limitata a un periodo di sette-dieci anni. I media saranno nuovamente abbastanza forti dopo questo lasso di tempo?
«Quel che è certo è che i media vanno aiutati in fretta. Soprattutto un giornale locale, poiché se esso muore, è perso»

La morte di un giornale cosa suscita in lei?.
«I miei genitori erano abbonati al “Vaterland” e al “Giornale del Popolo”, mio padre era ticinese. Entrambi i giornali non esistono più. Tanti subiscono il colpo e sono addolorati quando i giornali della propria regione scompaiono o vengono fusi. Per fermare questa tendenza è necessario dire "sì", il prossimo 13 febbraio, al pacchetto di misure a favore dei media».

Durante la pandemia le fake-news l'hanno fatta da padrone. Questo ha danneggiato i media?
«No. Al contrario. Soprattutto durante questa pandemia, molte persone sono state liete di avere giornali e radio locali su cui poter fare affidamento, che ricercavano, classificavano e presentavano diversi punti di vista. I media sono stati un'ancora importante, soprattutto durante la pandemia».

COMMENTI
 
Nandolf 7 mesi fa su tio
Sicuramente io voto NO secco, se vogliono manipolare i media che se lo paghino di tasca propia
Dalu 7 mesi fa su tio
Già avete salvato la rsi..
Dalu 7 mesi fa su tio
Ma pagatevelo voi sto giornalismo! Un no secco
Liberatecidalpotere 7 mesi fa su tio
Il giornalismo cosi come l'abbiamo scoperto in questi ultimi due anni non si merita di ricevere soldi nostri per fare copia/incolla di ciò che la propaganda chiede loro di dire. Basta soldi e forse torneranno imparziali. Votare NO vuol dire libertà di stampa e di pensiero per i cittadini.
marco17 7 mesi fa su tio
Bravo, ben detto!
Donatofiorella 7 mesi fa su tio
un'altra imbrogliata come quella della canone TV
Coerenza 7 mesi fa su tio
Sì sì certo. Si é visto in questi ultimi 2 anni che indipendenza.. Degli zerbini asserviti proprio
marco17 7 mesi fa su tio
Visto l'atteggiamento "talebano" di gran parte dei media di fronte alla pandemia (sempre a favore di chiusure e imposizioni) voterò NO al sostegno alla stampa.
spike3.0 7 mesi fa su tio
La cronaca va documentata... fatti una tua idea indipendente da quello che ti circonda..la lettura di più quotidiani permette ed aiuta una visione ad ampio spettro su quello che succede nel mondo, ad ogni individuo la propria interpretazione, sia essa di centro,sx o dx...i talebani sparano in fronte a donne e bambini, e come termine di paragone lascia un po' a desiderare. Se volevi indicare i limiti imposti da una supremazia guarda in casa nostra cosa impongono
Peter Parker 7 mesi fa su tio
Ricercare, classificare e presentare i diversi punti di vista nel giornalismo di questi tempi e' pura utopia. C'e solo un punto di vista e se sei fortunato sei in quello giusto, altrimenti ti devi organizzare ed informare diversamente.
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