Keystone
GINEVRA
04.07.2020 - 13:190

Maudet si rifiuta di recarsi alla riunione del comitato che potrebbe decidere di espellerlo

«Il mio diritto a essere ascoltato è un'illusione» ha dichiarato in una newsletter

GINEVRA - Il consigliere di Stato Pierre Maudet (GE/PLR) non si recherà lunedì alla riunione del comitato direttivo del PLR ginevrino che potrebbe decidere di espellerlo dal partito. In una newsletter personale dichiara che non parteciperà «a questo processo politico».

«Il mio diritto a essere ascoltato è un'illusione», dichiara il capo del Dipartimento dello sviluppo economico. Il comitato direttivo del PLR ginevrino si riunisce lunedì mattina per avere chiarimenti riguardo a scambi di chat tra Maudet e il suo ex collaboratore e collega di partito Simon Brandt, relative al finanziamento di una serata.

Il presidente del partito ginevrino Bertrand Reich ha messo all'ordine del giorno una possibile espulsione di Maudet che richiederebbe una approvazione dei due terzi di membri presenti. Il consigliere di Stato avrebbe poi 30 giorni per fare appello contro questa decisione sulla quale l'assemblea generale dovrebbe esprimersi.

«Accanimento» - Nella newsletter, Maudet promette di «stare in piedi» di fronte all'«accanimento» di alcuni all'interno del suo movimento politico. Più in generale, torna al rinvio a giudizio chiesto mercoledì scorso dal pubblico ministero cantonale al termine dell'inchiesta penale contro cinque imputati, tra cui lo stesso Maudet.

«È un passo importante che è stato fatto», ha detto il consigliere di Stato. Ha dichiarato di essere «sollevato» che un giudice indipendente si pronunci sul caso, riguardo al quale si aspetta che venga deciso «il prima possibile». È sorpreso che i messaggi trapelati scambiati con Simon Brandt, sequestrati diversi mesi fa durante una perquisizione, siano stati pubblicati solo questa settimana, un giorno prima dell'annuncio della prossima chiusura del Ministero pubblico.

Pierre Maudet è oggetto di un'indagine per presunta accettazione di vantaggi per il suo controverso viaggio ad Abu Dhabi nel 2015. Il caso sul finanziamento delle attività politiche è sul punto di essere abbandonato, con grande soddisfazione del consigliere di Stato.

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