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SVIZZERA

L'economia svizzera rallenta vistosamente

Seco conferma Pil +0,1% nel secondo trimestre, era +0,7% nei primi tre mesi dell'anno.
Afp
Fonte ats
L'economia svizzera rallenta vistosamente
Seco conferma Pil +0,1% nel secondo trimestre, era +0,7% nei primi tre mesi dell'anno.

BERNA - L'economia svizzera sta rallentando vistosamente, sulla scia del calo dell'attività industriale e delle esportazioni: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo (Pil) è salito dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, a fronte del +0,7% osservato nei primi tre mesi dell'anno. Il dato - al netto degli effetti stagionali, di calendario e sportivi - rappresenta la seconda stima dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco), che conferma la prima valutazione pubblicata due settimane or sono. A causa dei dazi americani vengono per contro corrette al ribasso le previsioni per l'andamento economico nel biennio 2025-2026.

Nel periodo aprile-giugno l'industria chimico-farmaceutica ha registrato una flessione significativa della creazione di valore (-4,8%), a causa della contrazione dell'export. Questo dato fa seguito al forte aumento osservato nel trimestre precedente, caratterizzato da effetti di anticipo legati alla politica commerciale degli Stati Uniti, spiegano i funzionari della Seco in un comunicato odierno.

Sempre nel secondo trimestre anche gli altri settori industriali hanno subito un calo, con in primo piano il comparto manifatturiero (-2,4%). È per contro aumentata la domanda interna (+0,1%), grazie alla crescita dei consumi privati (+0,3%). Note positive - nell'ottica di chi vede di buon occhio l'espansione economica - arrivano dal settore alberghiero e della ristorazione (+1,5%) e pure il segmento sociale e della sanità cresce (+0,3%). Da parte loro I consumi pubblici sono saliti più della media storica (+0,9%). Mentre i servizi finanziari mettono a referto una leggera contrazione (-0,2%) altri ambiti dei servizi hanno continuato a espandersi, come il commercio (+1,9%) e i servizi alle imprese (+0,5%). In negativo risultano essere costruzioni (-0,4%) e investimenti in beni di equipaggiamento (-0,8%).

Al capitolo previsioni, nel mese di giugno la Seco aveva ipotizzato una progressione del Pil - sempre al netto degli eventi sportivi - dell'1,3% nel 2025 e dell'1,2% nel 2026, già di per sé sensibilmente inferiore alla media pluriennale 1981-2024, che è dell'1,8%. Con l'introduzione, a inizio agosto dei dazi del 39% imposti dal presidente americano Donald Trump "le prospettive sono ulteriormente peggiorate", sottolineano gli esperti.

In attesa della prossima revisione delle stime - che avverrà solo il 16 ottobre, più tardi del solito a causa dello svolgimento di una revisione approfondita dei conti economici nazionali - la Seco pubblica oggi uno scenario congiunturale aggiornato. Secondo questa simulazione, la crescita economica sarebbe inferiore alle previsioni di giugno: si limiterebbe all'1,2% quest'anno e allo 0,8% nei dodici mesi successivi. "Sebbene per diversi settori e diverse imprese le conseguenze economiche possano essere pesanti, al momento non è prevista una grave recessione", puntualizzano gli specialisti bernesi.

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