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SVIZZERA

Ancora rincaro, ma si comincia a rallentare

Nonostante i prezzi di produzione e di importazioni stiano ancora aumentando, il ritmo è diminuito in modo marcato
Depositphotos (06photo)
Fonte Ats
Ancora rincaro, ma si comincia a rallentare
Nonostante i prezzi di produzione e di importazioni stiano ancora aumentando, il ritmo è diminuito in modo marcato
ZURIGO - A livello aziendale si continua a osservare un rincaro in Svizzera, che con il trascorrere dei mesi sta però rallentando in modo marcato: in aprile i prezzi alla produzione e all'importazione sono saliti (su base annua) del +1,0%, a f...

ZURIGO - A livello aziendale si continua a osservare un rincaro in Svizzera, che con il trascorrere dei mesi sta però rallentando in modo marcato: in aprile i prezzi alla produzione e all'importazione sono saliti (su base annua) del +1,0%, a fronte del +2,1% registrato in marzo, del +2,7% di febbraio e del +3,3% di gennaio.

Il relativo indice calcolato dall'Ufficio federale di statistica (UST) si è attestato a 109,5 punti, con una progressione dello 0,2% rispetto a marzo, emerge dalle tabelle pubblicate oggi.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il dato sui soli prezzi alla produzione - che mostra l'evoluzione dei prodotti indigeni - si è assistito a una crescita rispettivamente dello 0,3% (mese) e dell'1,9% (anno), con un indice a 107,4 punti. Nel confronto con marzo sono diventati più cari in particolare le macchine, le apparecchiature elettriche, gli orologi, nonché gli strumenti di misurazione e di controllo.

Il secondo sottoindice, quello dei prezzi all'importazione, presenta rispettivamente un incremento dello 0,1% e una flessione dello 0,9%, con un valore a 113,9 punti. Si è fra l'altro dovuto pagare di più - nel paragone mensile - per apparecchiature elettriche, strumenti e apparecchi controllo, preparati farmaceutici e mobili. Prezzi in flessione sono per contro stati riscontati per prodotti petroliferi, metalli e semilavorati in metallo, nonché computer.

L'indice dei prezzi alla produzione e all'importazione è un indicatore congiunturale che riflette l'andamento dell'offerta e della domanda sui mercati dei beni, spiegavano tempo fa gli specialisti dell'UST di Neuchâtel. Il dato è considerato un parametro importante per capire lo sviluppo dei prezzi al consumo (cioè l'inflazione), poiché i costi di produzione sono normalmente trasferiti sui prodotti finali. Tuttavia mostra oscillazioni significativamente più marcate ed è molto più volatile a causa della forte dipendenza dalle materie prime.

A titolo di confronto, in Svizzera l'inflazione - è notizia della settimana scorsa - si è attestata in aprile al +2,6%, in decelerazione rispetto al +2,9% di marzo e al +3,4% di febbraio.

Nel 2022 il rincaro è stato del 2,8%: il dato, unito a una crescita dei salari reali limitata allo 0,9%, ha comportato per i lavoratori dipendenti la più grave perdita di potere d'acquisto dai tempi della Seconda guerra mondiale.

La fase di crescita dei prezzi non sembra peraltro destinata a finire in tempi brevi: le previsioni del rincaro per l'insieme del 2023 avanzate da autorità, banche e istituti vari sono comprese fra il 2,2% e il 2,7%. Per quanto riguarda i dodici mesi successivi le stime si muovono in una fascia fra l'1,0% e il 2,0%.

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