Vaccini e antibiotici, penuria risolta ma restano criticità per altri farmaci

In Svizzera risolta la penuria di antibiotici e vaccini: le ordinanze emergenziali saranno abrogate dal 1° marzo 2026.
BERNA - L'approvvigionamento di antibiotici e vaccini in Svizzera si è stabilizzato: la grave situazione di penuria è quindi risolta. Di conseguenza, le due ordinanze concernenti la liberazione di scorte obbligatorie di antiinfettivi e vaccini potranno essere abrogate. Per altri medicamenti permangono invece problemi di approvvigionamento. È quanto comunicato dall'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese.
Il perché delle due ordinanze - L’ordinanza del DEFR concernente la liberazione di scorte obbligatorie di antiinfettivi era entrata in vigore il 1° novembre 2019 a causa di una situazione di grave penuria di antibiotici somministrati per via endovenosa (parenterale). Dal 1° marzo 2023 l’ordinanza era stata estesa a tutte le altre forme di somministrazione, compresa quella orale. La seconda ordinanza del DEFR – concernente la liberazione di scorte obbligatorie di vaccini della medicina umana – era in vigore dal 15 luglio 2023.
Nel frattempo la situazione si è stabilizzata e le scorte obbligatorie necessarie per soddisfare il fabbisogno sono state quasi completamente ricostituite e la grave penuria è stata risolta. Le due ordinanze saranno quindi abrogate il 1° marzo 2026. Nonostante questo miglioramento, non si può escludere che in futuro si verifichino nuovamente carenze isolate e che sia quindi necessario attingere alle scorte obbligatorie.
Persistono i problemi di approvvigionamento di altri medicamenti - Nel complesso, spiega ancora l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico, i problemi nell’approvvigionamento di medicamenti persistono. Lo dimostrano le liste pubblicate regolarmente dal Centro di notifica per i medicamenti a uso umano d’importanza vitale, che elencano decine di prodotti non disponibili o disponibili solo in parte.
Le cause sono molteplici e risiedono principalmente nella crescente internazionalizzazione. Tra queste figurano inoltre la delocalizzazione della produzione in Paesi a basso costo del lavoro, la forte dipendenza da pochi siti produttivi in Asia e la riduzione delle scorte lungo le catene del valore. Inoltre, in termini mondiali il mercato svizzero è limitato e quindi poco attrattivo per molti produttori.



