Cerca e trova immobili
SVIZZERA

«Non tutti riescono a tornare alla vita di prima», ma «il sistema di milizia funziona»

Per il presidente dei pompieri svizzeri non c'è il rischio che la tragedia di Crans-Montana possa ridurre il numero di volontari che si uniscono al corpo
Imago
Fonte ats
«Non tutti riescono a tornare alla vita di prima», ma «il sistema di milizia funziona»
Per il presidente dei pompieri svizzeri non c'è il rischio che la tragedia di Crans-Montana possa ridurre il numero di volontari che si uniscono al corpo

STIERVA - Dopo la tragedia di Crans Montana (VS) non c'è il rischio che meno persone si mettano a disposizione per far parte del corpo pompieri, che per gran parte si basa su un sistema di milizia. Secondo un'intervista rilasciata a Keystone-ATS dal presidente della Federazione svizzera dei pompieri, il grigionese Roland Farrer, è necessario un supporto psicologico a lungo termine per chi è intervenuto la notte di Capodanno.

I pompieri di Crans-Montana, abbracciati l'un l'altro, formando un cerchio. È successo pochi giorni dopo la tragedia all'interno del bar "La Costellation". L'abbraccio collettivo si è ripetuto al termine della cerimonia commemorativa, lo scorso venerdì. All'esterno del Centro Congressi a Crans-Montana, i vigili del fuoco si sono nuovamente stretti in cerchio. Fra di loro c'era anche Roland Farrer, da sei mesi presidente della Federazione svizzera dei pompieri. «Rituali come questo aiutano a elaborare l'accaduto e a sostenersi a vicenda. È necessario anche per i vigili del fuoco», ha raccontato Roland Farrer a Keystone-ATS.

Nelle prime ore del 2026 sono stati numerosi i pompieri intervenuti al bar, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Un intervento che lascerà segni indelebili. Secondo Farrer è importante che chi è intervenuto quella notte riceva un sostegno psicologico. «Non tutti riescono a tornare alla vita di prima, a tornare al lavoro. Ci sono dunque anche delle domande dal punto di vista finanziario. L'assicurazione dei pompieri può fornire un certo aiuto in questo caso», ha continuato Farrer.

Un sostegno psicologico va garantito a lungo termine anche ai sanitari, alla polizia, ai primi soccorritori. «Servirà del tempo prima che le immagini di quella notte vengano elaborate», ha raccontato Farrer. Il pompiere, contadino di professione, cita lo schianto del velivolo d'epoca Ju-Air contro il Piz Segnas sopra Flims nel 2018. Allora venti persone persero la vita. «Un conoscente, che è intervenuto, in alcuni momenti fa ancora fatica oggi. E sono passati quasi otto anni».

Sensibilizzare maggiormente la popolazione
Lo scopo generale dell'organizzazione, fondata nel 1870, è quello di garantire il trasferimento di competenze su scala nazionale anche nel campo della formazione. Dopo il tragico incendio di Capodanno per Farrer era importante che la Federazione fosse presente e di supporto. Durante l'intervista il telefono di Roland Farrer suona infatti più volte e spesso le chiamate arrivano dal Vallese.

Dopo l'incendio di Capodanno, causato con tutta probabilità da fontanelle pirotecniche, sono diversi i locali ad averle vietate. Il Canton Vaud ne ha proclamato il divieto in bar, discoteche e ristoranti. Misure antincendio che portano più sicurezza sono positive dal punto di vista dei pompieri. Se ci saranno altre conseguenze sul loro lavoro, secondo Farrer è ancora troppo presto per dirlo. «C'è un'inchiesta in corso, ricorda. Ma già ora posso dire che i vigili del fuoco hanno lavorato molto bene».

La catastrofe di Capodanno ha reso la popolazione più attenta alle norme antincendio. Un fatto che è risaltato anche a Roland Farrer, secondo cui bisognerebbe puntare di più su una sensibilizzazione durevole nel tempo. «Questo vale anche nel caso in cui si notino delle irregolarità, come ad esempio una porta ostruita. Inoltre il personale in questi locali dovrebbe essere formato in modo più adeguato».

«Possiamo fare qualcosa di buono»
A Crans-Montana gran parte dei pompieri intervenuti erano di milizia. Un sistema presente soprattutto in periferia, dove i volontari vengono retribuiti dai Comuni. Può darsi che dopo questa tragedia diventerà più difficile reclutare personale? «Finora siamo riusciti a gestire tutte le operazioni con il sistema di milizia. Il nostro problema, che potremmo dover affrontare in futuro nelle valli periferiche, è lo spopolamento», ha risposto Farrer, convinto che si troverà sempre gente che ha voglia di aiutare. "Il bello di questo compito è che possiamo fare qualcosa di buono", ha continuato il pompiere che in quasi quarant'anni di servizio ha avuto la fortuna di non aver mai dovuto recuperare un corpo esanime.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE