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BERNA Arrestato uno svizzero tornato dalla guerra in Ucraina

15.06.24 - 13:01
Il 36enne si è volontariamente consegnato alle autorità. «Mi rallegro del mio arresto»
IMAGO
Fonte Blick
Arrestato uno svizzero tornato dalla guerra in Ucraina
Il 36enne si è volontariamente consegnato alle autorità. «Mi rallegro del mio arresto»

BERNA - È il Blick a raccontare questa storia incredibile. Già in passato il portale aveva parlato con J. Neidhart, il 36enne in questione, che allo scoppio della guerra in Ucraina, al posto di proseguire gli studi e diventare insegnante, aveva deciso di arruolarsi nella legione straniera di Kiev e di combattere a fianco dei soldati ucraini.

Ora, a due anni dal suo arruolamento, il 36enne è tornato in patria, e ha deciso di costituirsi alla giustizia svizzera, che giudica illegale e perseguibile con una pena detentiva di fino a 3 anni, la partecipazione a un conflitto in quanto legionario straniero.

«Mi rallegro del mio arresto», ha dichiarato Neidhart al Blick, che ha assistito alla sua presa a carico da parte degli agenti della polizia cantonale di Berna. Il giovane non si pentirebbe minimamente del comportamento assunto negli ultimi due anni, neanche del fatto di avere ucciso diversi soldati russi sul campo di battaglia. «Ho semplicemente fatto il mio lavoro», ha dichiarato.

Il legionario si è anche espresso in merito alla conferenza di pace che si sta attualmente tenendo al Bürgenstock. «È ridicola. Per aiutare l'Ucraina bisogna metterla in condizione di poter sconfiggere militarmente la Russia. Prima di negoziare con i russi, bisogna spezzarli, non il contrario», ha commentato.

Prima del suo arresto a Berna, Neidhart si è recato a casa per riabbracciare i genitori: «Erano davvero contentissimi. Abbiamo discusso per ore e hanno avuto comprensione per la mia decisione di affrontare le autorità e solo in secondo momento vedere come andare avanti».

Dopo due anni passati al fronte, il giovane si sente pronto ad affrontare qualsiasi cosa, anche la prigione, che stando alle sue stesse parole, non teme. «Ormai riesco ad addormentarmi ovunque». È convinto di avere fatto la cosa giusta, anche se la giustizia svizzera la pensa diversamente.

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