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GIURAMinaccia una giornalista sui social, internauta condannato

10.11.21 - 14:32
In un post aveva preso di mira una reporter. Nei suoi confronti è stata decisa una pena pecuniaria
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GIURA
10.11.21 - 14:32
Minaccia una giornalista sui social, internauta condannato
In un post aveva preso di mira una reporter. Nei suoi confronti è stata decisa una pena pecuniaria

PORRENTRUY - Un internauta è stato condannato dal Ministero pubblico giurassiano tramite decreto d'accusa a una pena pecuniaria sospesa di trenta aliquote giornaliere per avere minacciato una giornalista. Il sindacato Impressum, che ha rivelato oggi l'informazione, ha detto di aver preso atto con soddisfazione della sentenza.

Lo scorso febbraio, l'utente ha pubblicato un commento sui social minacciando Annick Chevillot, una reporter di Heidi News, in seguito di un articolo sulla pandemia. L'internauta ha fatto riferimento al giornalista nazista Julius Streicher impiccato nel 1946 a Norimberga dopo essere stato riconosciuto colpevole di essere uno dei principali istigatori dell'odio razziale nei confronti degli ebrei.

L'autore di questi commenti aveva scritto un post nel quale diceva, riferendosi alla pandemia, che un «Tribunale ha stabilito che un sostegno mediatico a dei crimini di guerra costituisce esso stesso un crimine». Per la giornalista si trattava di una seria minaccia nei suoi confronti, motivo per cui ha sporto denuncia penale.

Nella sua decisione risalente al 3 novembre, il Ministero pubblico afferma che il messaggio si rivolgeva direttamente alla giornalista di Heidi News «suggerendo che la sua sorte dovesse essere equivalente a quella riservata a Julius Streicher». L'internauta si è quindi reso colpevole di minaccia conformemente all'articolo 180 del Codice penale.

«Sono sollevata dal fatto che questa persona sia stata condannata» ha detto la giornalista Annick Chevillot a Keystone-ATS. «È importante che i giornalisti presentino una denuncia in caso di minacce o insulti» ha aggiunto. Soddisfazione della sentenza è stata espressa anche da Impressum: «Siamo contenti che questi crimini non restino impuniti».

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