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LUCERNA
22.08.2021 - 15:190

Accoltellò la madre, non è imputabile

Il 21enne sarà ricoverato in una clinica per malattie psichiatriche.

Una perizia ha diagnosticato infatti una psicosi schizofrenica.

LUCERNA  - Un 21enne lucernese che nell'aprile 2020 uccise la madre con 48 coltellate a Emmenbrücke (LU) non è imputabile: è la conclusione a cui è giunto il Tribunale penale di Lucerna, che segue così le tesi presentate da accusa e difesa. L'uomo non verrà quindi condannato ma ricoverato in una clinica specializzata.

I fatti si erano verificati nel pomeriggio del 2 aprile: il giovane aveva allertato la polizia, sostenendo di aver ferito a morte una persona in un appartamento nella Oberhofmatte, poco lontano dalla stazione ferroviaria di Emmenbrücke, senza però specificare che si trattava della madre.

Gli agenti giunti sul posto avevano trovato l'uomo davanti alla casa e lo avevano arrestato. L'identificazione della donna, una 59enne, aveva chiarito il legame di parentela: la donna era stata raggiunta da una cinquantina di coltellate ed era morta dissanguata. Interrogato sui motivi del suo gesto, il figlio ha sempre sostenuto di aver eseguito un "ordine".

Nel corso del processo, tenutosi lo scorso 8 giugno, il procuratore pubblico e la difesa hanno concordato che si è trattato di omicidio premeditato, ma essendo il colpevole incapace di intendere, non può essere punito per i fatti.

Secondo quanto si legge nella sentenza pubblicata oggi, la corte - basandosi su una perizia che ha diagnosticato una psicosi schizofrenica - ha dato seguito a questa argomentazione: l'idea di uccidere la madre è nata da una condizione patologica.

Il disturbo psicotico del giovane è stato aggravato dall'uso di cannabis nei due anni precedenti il crimine. Secondo la corte, c'erano già stati piccoli incidenti prima dell'omicidio: il giovane era ad esempio girato nudo per strada o era saltato da un tetto.

Accusa, difesa e Tribunale hanno concordato che la soluzione migliore è quella di richiuderlo in una clinica dove viene sottoposto a un trattamento stazionario a lungo termine, perché - secondo la perizia - l'uomo potrebbe commettere un altro crimine violento.

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