L'agenzia per chi ha una doppia vita: «Un finto scontrino come alibi con la moglie? Ve lo forniamo noi»

Un'azienda zurighese ha fatto delle richieste “particolari” la sua professione. Dalle fidanzate finte fino ai tentatori per i partner titubanti: «Se è morale? Valutiamo caso per caso».
ZURIGO - «Amore, questa sera torno tardi, ho una cena di lavoro», e invece incontri l'amante. Una volta tornato a casa, interrogato dall'inquisitoria compagna, mostri lo scontrino del ristorante che conferma il tuo alibi. Peccato che sia stato fatto su misura, e dietro compenso, da un'azienda specializzata nella gestione delle “doppie vite”.
Questa agenzia, la Freiraummanager, offre una vasta gamma di servizi: dai sopracitati “alibi” in caso di liaison extraconiugali, passando per finti/e partner per rassicurare parenti e opinione pubblica ma anche adescatori/tentatori, ingaggiati per testare la fedeltà dei coniugi.
Ma è legale? Ed è morale? Ha tentato di capirlo il TagesAnzeiger, intervistando il responsabile della stessa agenzia, lo chiameremo K perché (come esige la sua professione) ha deciso di rimanere anonimo.
Secondo lui «il rispetto della legge è ovviamente sempre garantito», per quanto riguarda la questione morale: «Valutiamo caso per caso, abbiamo dei principi, e valutiamo danni e benefici delle nostre operazioni».
All'insinuazione che il loro lavoro si basi sulla menzogna, risponde categoricamente: «Mentire di per sé non è illegale né immorale, se il beneficio per le persone coinvolte supera il potenziale danno per terzi. Inoltre una bugia è legittima, se contribuisce a mantenere l'armonia sociale».
Dalla fidanzata finta per un figlio scapolo che non vuole far preoccupare il padre, ai “pali” umani per permettere a un politico locale di passeggiare nudo di notte per le strade del suo paesino, o uno “stress test” alla coppia per aiutare una futura moglie indecisa sul matrimonio.
Una casistica (apparentemente) varia, che però nasconde delle costanti. «Le persone che si rivolgono da noi hanno tendenzialmente tra i 30 e i 50 anni e si trovano in un momento esistenziale complicato, per motivi familiari o di amicizie. Chiedono il nostro aiuto per uscire da situazioni difficili».
Gli uomini «arrivano da noi quando sono veramente alle strette», come nel caso citato in apertura della falsa ricevuta del ristorante («non è un reato, sono dei facsimile per uso privato», giura K) ma anche in casi più complessi, come quelli legati alla sfera intima: «Un noto calciatore omosessuale ci ha chiesto di trovargli una finta compagna che lo accompagnasse in vacanza, una volta lì ha potuto stare con il suo vero fidanzato».
Per quanto riguarda le donne, invece, è spesso e volentieri una questione più emotiva e legata al dubbio: «Al momento di scelte importanti, come matrimonio o acquisto in comune di una casa, c'è chi ci chiede di “testare” la convinzione del partner». Ma c'è anche chi chiede aiuto, dopo essere stata vittima di una truffa online.
Gran parte del lavoro dell'agenzia passa attraverso i social network che K definisce «fondamentali» e, recentemente, anche attraverso l'AI: «La usiamo parecchio, soprattutto per le fotografie, ci è capitato di creare fidanzate digitali per scapoli che non ne possono più della pressione sociale degli amici». Ma per i video è più complicato: «Richiedono troppo lavoro per risultare credibili, in questi casi preferiamo video girati con attori e attrici assunti da noi».



