Epstein Files: il boss del WEF Børge Brende si è dimesso

Il legame fra il norvegese e il pedofilo americano aveva portato all'apertura di un'indagine. La direzione affidata ad interim ad Alois Zwinggi.
DAVOS - Il presidente e Ceo del WEF Børge Brende si è dimesso dalla sua carica. A riportarlo è il Tages-Anzeiger che cita una nota stampa del Forum. Il motivo sarebbe legato ai suoi legami con il magnate pedofilo Jeffrey Epstein. Temporaneamente, riporta il quotidiano zurighese, la direzione è stata affidata ad interim al managing director Alois Zwinggi.
L'amicizia fra i due era emersa, come altre nelle scorse settimane, dopo la pubblicazione degli Epstein Files. Il norvegese si era sempre dichiarato «completamente ignaro del passato e delle attività criminali di Epstein».
Fra i due, aveva riportato il domenicale Schweiz am Wochenende, vi era stato uno scambio di oltre 100 messaggi nei quali l'ex-ministro degli esteri scandinavo lo definiva «amico», gli diceva di sentire la sua mancanza e gli chiosava: «fidati di me». La risposta di Epstein: «Al 100%».
Nei confronti di Brende, a inizio febbraio, era stata aperta un'inchiesta interna e indipendente con la quale Brende aveva affermato di «voler collaborare pienamente». L'indagine, scrive il Blick, risulta ancora attualmente in corso.
«Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a Børge Brende per il suo significativo contributo al World Economic Forum», hanno scritto nella nota i co-presidenti André Hofmann e Larry Fink, «il suo impegno e la sua leadership sono stati di grande importanza e hanno portato al successo dell'incontro annuale di Davos. Rispettiamo la sua decisione di dimettersi».
Dal canto suo, Brende ringrazia «per l'incredibile opportunità» ribadendo «che è giusto che il Forum continui il suo importante lavoro senza distrazioni».



