Medici svizzeri soddisfatti, anche se sempre più stressati

In dieci anni la percentuale di chi si dice logorato è passata dal 30% al 50%
BERNA - Voti alti per quanto riguarda la soddisfazione sul lavoro e il sistema sanitario, ma anche tanto stress. È la situazione in cui si trovano i medici di base svizzeri, che emerge da un'indagine internazionale confezionata dalla fondazione Commonwealth Fund (CWF).
Stando alla ricerca, pubblicata con cadenza annuale, nove specialisti in medicina generale su dieci hanno valutato la performance complessiva del sistema sanitario elvetico come buona o molto buona nel 2025, il punteggio più alto fra le varie nazioni. Quasi otto su dieci si sono inoltre dichiarati contenti della propria professione.
Tuttavia, scende a meno della metà la quota di chi si dice soddisfatto del proprio carico di lavoro e dell'equilibrio tra vita lavorativa e privata. Nel complesso, i livelli di stress sono aumentati negli ultimi dieci anni: la percentuale di chi si dice logorato è infatti salita in questo lasso di tempo dal 30% al 50%.
Circa un terzo degli interrogati ha sofferto di stress emotivo, come ansia o tristezza. Secondo il rapporto, quasi un quinto si considera a rischio burnout oppure ne è già stato colpito.
Un altro problema per la professione è rappresentato dal ricambio. Al momento dell'indagine quasi la metà dei medici aveva dai 55 anni in su, il che indica una futura carenza. Fra chi rientra nella fascia d'età 60-64 anni e prevede di andare in pensione a 65 solo un quarto ha già trovato qualcuno pronto a subentrare e rilevare il proprio studio.
L'indagine rientra nell'"International Health Policy Survey" del Commonwealth Fund, che ha tenuto conto di dieci Paesi. In Svizzera allo studio, condotto dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in collaborazione con la Federazione dei medici svizzeri (FMH), hanno partecipato 1313 persone.
FMH ha chiesto in particolare una riduzione degli oneri amministrativi come soluzione ai problemi. «La burocrazia aggrava la carenza di professionisti qualificati e compromette il rapporto medico-paziente», ha affermato, citata in una nota pubblicata a margine del sondaggio, la presidente della federazione Yvonne Gilli.



