«Crans-Montana, conseguenze ancora per molto tempo»

Guy Parmelin ha ammesso di essersi preparato al fatto che molte cose non sarebbero state pianificabili durante il suo anno presidenza: «Ma è inconcepibile che l'impossibile si sia verificato già dopo un'ora e mezza»
ZURIGO - Dopo un 2025 già turbolento Guy Parmelin era preparato al fatto che molte cose non sarebbero state pianificabili durante il suo anno presidenza: ma è inconcepibile che l'"impossibile" si sia verificato già dopo un'ora e mezza, ha detto ieri sera nel suo intervento al tradizionale incontro della sezione UDC zurighese all'Albisgüetli.
«La tragedia di Crans-Montana ci mostra in modo crudo quanto la vita possa essere imprevedibile, incerta e vulnerabile», ha affermato il 66enne, aggiungendo che i suoi pensieri sono ancora oggi rivolti alle numerose persone colpite, ai morti, ai feriti e alle loro famiglie. «Le conseguenze ci accompagneranno ancora per molto tempo».
A suo avviso eventi come questo dimostrano però anche che la Svizzera sa restare unita nelle situazioni difficili, nonostante le differenze sociali e politiche. «La grande solidarietà dimostrata all'interno del paese, ma anche da altri stati, mi ha profondamente colpito», ha sottolineato il presidente della Confederazione. Un evento del genere insegna all'uomo politico a rimanere flessibile e pragmatico. «I nostri piani, programmi e progetti possono essere stravolti da un giorno all'altro».
L'evento dell'UDC è stato molto ben frequentato. Erano fra l'altro presenti l'ex consigliere federale Christoph Blocher, che per una volta non ha però preso la parola nella manifestazione di cui è sempre stato il mattatore, il presidente nazionale Marcel Dettling, il capogruppo Thomas Aeschi e tanti altri consiglieri nazionali e agli stati. Assente, ma scusato, era invece il consigliere federale Albert Rösti, che da una settimana soffre di influenza intestinale.



