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VALLESE

Fine settimana di valanghe sulle Alpi: oltre cento distacchi

Sono sempre più scialpinisti e freerider che prediligono le discese fuoripista: l'istituto SLF di Davos raccomanda prudenza
Deposit Photos
Fonte Tages-Anzeiger
Fine settimana di valanghe sulle Alpi: oltre cento distacchi
Sono sempre più scialpinisti e freerider che prediligono le discese fuoripista: l'istituto SLF di Davos raccomanda prudenza

SION - Un numero eccezionale di valanghe ha interessato le Alpi svizzere lo scorso fine settimana, culminando in una giornata drammatica segnata dalla morte dell’ex snowboarder professionista Ueli Kestenholz. Domenica, complice una combinazione di abbondanti nevicate, bel tempo e forte afflusso di sportivi, sono stati segnalati oltre 100 distacchi provocati da sciatori e scialpinisti. Travolte in totale 13 persone.

Secondo l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) di Davos, domenica, lungo il versante nord delle Alpi sono caduti tra mezzo metro e oltre un metro di neve fresca. Creando quindi, dopo settimane povere di precipitazioni, le condizioni apparentemente ideali per freerider e scialpinisti che hanno privilegiato le discese fuoripista.

La maggior parte degli incidenti avviene fuoripista - Domenica, tuttavia, per gli esperti non era la giornata ideale per dedicarsi al fuoripista. Il quadro era infatti estremamente delicato, secondo Kurt Winkler, responsabile degli avvisi valanghe dell’SLF. Al Tages-Anzeiger spiega infatti che si trattava pur sempre del «famigerato primo bel giorno dopo una nevicata», una situazione ben nota per l’elevato rischio di incidenti. In un’ampia fascia dal Basso Vallese alla Svizzera centrale fino ai Grigioni settentrionali, il pericolo era stato valutato di grado 4 (“forte”), il secondo più alto sulla scala ufficiale.

Il grado 4, lo ricordiamo, indica la possibilità di valanghe spontanee e di grandi dimensioni e la facilità con cui possono essere innescate sui pendii ripidi, anche a distanza. «Uno sciatore può causare una frattura nel manto nevoso che poi si propaga per centinaia di metri», spiegano gli specialisti. Situazioni di questo tipo, sottolinea l’SLF, si verificano mediamente solo per pochi giorni a inverno.

Distacchi causati dagli scialpinisti - Domenica il pericolo si è concretizzato in modo impressionante. Oltre alle numerose valanghe spontanee, più di cento distacchi sono stati provocati direttamente dal passaggio di sportivi. In Alto Vallese si è staccata anche la cosiddetta “valanga del crinale” tra Foggenhorn e Hofathorn, larga circa due chilometri. Nel complesso, tredici persone sono state travolte.

Tra queste Ueli Kestenholz, 50 anni, ex snowboarder professionista e atleta estremo noto a livello internazionale. L’uomo si trovava con un compagno di sci sul versante est dell’Hockuchriz, a circa 2400 metri di quota, quando una valanga lo ha trascinato a valle. Recuperato ancora in vita, è morto poco dopo in ospedale.

Sempre più persone in alta montagna - Il bilancio è stato aggravato anche dal massiccio afflusso di sportivi. «Si sono combinati diversi fattori: molta neve fresca, alto pericolo di valanghe, bel tempo e un gran numero di persone in montagna», osserva Winkler. Il numero insolitamente elevato di segnalazioni è legato pure all’uso sempre più diffuso dell’app “White Risk”, che consente di notificare facilmente i distacchi tramite smartphone. Questo rende difficile il confronto diretto con gli anni passati.

Nel lungo periodo, tuttavia, il numero di vittime da valanga in Svizzera resta relativamente stabile. «È un dato positivo, considerando che sono sempre di più le persone che frequentano l’alta montagna in inverno», afferma Winkler. È però cambiata la distribuzione degli incidenti: oltre il 90% avviene ormai in terreno non controllato, mentre in passato colpiva più spesso insediamenti e infrastrutture.

Poca neve e poco gelo - Nel frattempo, il grado di pericolo è stato abbassato a 3, ma la situazione rimane delicata. Il problema principale è la struttura del manto nevoso: dopo un dicembre quasi senza neve e con temperature miti, la base si è indebolita assumendo una consistenza «simile alla semola». Il peso della recente neve fresca poggia su questo strato fragile, favorendo fratture estese e grandi valanghe.

Secondo l’SLF, senza nuove nevicate significative e con temperature più fredde, il manto nevoso cambierà solo lentamente. Per questo l’istituto invita freerider e scialpinisti alla prudenza anche nei prossimi giorni, ricordando che soprattutto i pendii poco frequentati continuano a presentare un rischio elevato.

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