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Rien ne va plus: giocatore di poker "spennato" dall'assistenza sociale

Smascherato dai social: un cittadino vodese dovrà restituire i sussidi dopo aver omesso le vincite a poker.
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Fonte 24 HEURES
Rien ne va plus: giocatore di poker "spennato" dall'assistenza sociale
Smascherato dai social: un cittadino vodese dovrà restituire i sussidi dopo aver omesso le vincite a poker.

LOSANNA - Bravo, forse fin troppo. Tanto che l'assistenza sociale ha chiesto il risarcimento dei sussidi che non gli spettavano. Cioè oltre 80'000 franchi.

Le vincite non dichiarate al tavolo verde - La vicenda, raccontata da 24 Heures, riguarda un giocatore di poker, cittadino vodese con doppia nazionalità (francese e svizzera). L'uomo non ha ritenuto necessario dichiarare le proprie vincite, come invece previsto dalla legge. La fortuna sembra però averlo abbandonato: è stato, infatti, denunciato dopo essere stato individuato sui social network mentre posava con assegni di notevole entità tra le mani.

I tornei negli USA - Il conto da pagare supera persino le vincite dei tornei: la giustizia gli chiede infatti 86'440 franchi, corrispondenti all’insieme delle prestazioni sociali ricevute durante il periodo in questione. La richiesta è arrivata dopo la scoperta di un elenco di "vittorie" in numerose competizioni, anche negli Stati Uniti.

Il ricorso - Gli elementi sono stati fermamente contestati dall’interessato, che ha presentato ricorso alla Corte di diritto amministrativo e pubblico (CDAP). Quest’ultima ha esaminato meticolosamente un dossier degno di una serie Netflix e ha, infine, respinto il ricorso.

Il ruolo dei social network - Se il prestigiatore del tappeto verde è stato smascherato, è perché i collaboratori dei servizi sociali hanno scoperto sui social network alcune fotografie che lo ritraevano — presunto disoccupato — con assegni di notevole importo.

La parziale ammissione - Di fronte a queste immagini, l’uomo nato nel 1977 ha infine ammesso di aver partecipato ai tornei in cui è stato immortalato come vincitore (almeno tre volte, per un totale di circa 38 000 franchi), negando però di aver preso parte ad altri tornei o di avervi ottenuto ulteriori vincite.

La posizione delle autorità - Una linea difensiva respinta dalle autorità, come già avvenuto in un altro caso recente. Non si ritiene credibile che il ricorrente abbia vinto soltanto tre volte a poker e, per puro caso, si sia classificato ogni volta al primo posto. «È molto più verosimile che il ricorrente abbia realizzato altre vincite», si legge nella sentenza.

I dubbi restano - Rimane qualche incertezza sulla sua effettiva presenza negli Stati Uniti, soggiorno peraltro difficilmente compatibile con la situazione finanziaria di un beneficiario del reddito d’inserimento. Anche su questo punto, tuttavia, le argomentazioni del ricorrente non hanno convinto la Corte.

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