L'implementazione dell'IA crea un fossato tra vertici aziendali e dipendenti

Emergono forti divergenze riguardo alla preparazione al cambiamento e all'impatto della nuova tecnologia.
ZURIGO - Le aziende svizzere accelerano sugli investimenti in intelligenza artificiale (IA) con l'obiettivo di stimolare la crescita nel 2026, ma emergono forti divergenze tra i vertici e i dipendenti riguardo alla preparazione al cambiamento e all'impatto della nuova tecnologia. È quanto rivela un rapporto pubblicato oggi dalla società di consulenza Accenture.
In generale i dirigenti delle imprese si mostrano molto ottimisti: in Svizzera, il 79% dei leader prevede di aumentare gli investimenti in IA e il 67% conta di assumere nuovo personale, malgrado il contesto economico incerto. L'IA è vista principalmente come una leva per incrementare i ricavi, piuttosto che per ridurre i costi.
Questo ottimismo, però, non si riflette nei piani più bassi delle ditte. La ricerca evidenzia un netto fossato nella percezione: mentre l'82% dei manager crede nel potenziale dell'IA, solo il 73% dei dipendenti condivide questa fiducia. E ancora: appena il 22% dei lavoratori si sente sicuro nell'utilizzo degli strumenti di IA e solo il 46% considera sicuro il suo impiego. Il dato più critico riguarda la comunicazione: solo un quarto del personale afferma che la direzione abbia chiarito come l'IA cambierà ruoli e competenze necessarie.
La ricerca, condotta tra novembre e dicembre 2025 su circa 1070 dirigenti e 900 dipendenti in 20 settori in Europa, dipinge un quadro di un'economia pronta a scommettere sull'IA, ma con un rischio significativo di lasciare indietro il capitale umano, se non si colmerà rapidamente il fossato di informazione, formazione e coinvolgimento, mette in guardia Accenture.



