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Quella tragedia che ricorda Crans-Montana…e la serie che la racconta spopola su Netflix

“La notte che non passerà” ricostruisce il drammatico incendio che nel 2013 uccise 242 persone presso la discoteca Kiss di Santa Maria, in Brasile.
Quella tragedia che ricorda Crans-Montana…e la serie che la racconta spopola su Netflix
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Quella tragedia che ricorda Crans-Montana…e la serie che la racconta spopola su Netflix
“La notte che non passerà” ricostruisce il drammatico incendio che nel 2013 uccise 242 persone presso la discoteca Kiss di Santa Maria, in Brasile.

BERNA - Si è inserita al 10° posto delle serie attualmente più guardate su Netflix in Svizzera, e in Italia è approdata al 5° posto. Eppure The Endless Night”, “La notte che non passerà”, è una serie uscita nel lontano gennaio del 2023 e di cui pochi finora avevano sentito parlare. 

Come mai? Vi chiederete. E la risposta è semplice: la serie ricostruisce (in forma romanzata) una tragedia realmente accaduta in Brasile che ricorda spaventosamente quella appena verificatasi al Constellation di Crans-Montana.

Nella notte del 27 gennaio 2013, infatti, all'interno della discoteca Kiss di Santa Maria (Rio Grande do Sul) divampò un incendio che uccise 242 persone e ne ferì 636. La maggior parte delle vittime avevano tra i 18 e i 30 anni. 

I dispositivi pirotecnici e i pannelli fonoassorbenti - Le circostanze che portarono al verificarsi del dramma sono simili a quelle che abbiamo visto in Vallese: l’incendio divampò quando la band Gurizada Fangueira, che si stava esibendo sul palco, utilizzò dei bengala pirotecnici che fecero prendere fuoco al soffitto, rivestito di pannelli fonoassorbenti non ignifughi. 

Gas tossici - Al propagarsi delle fiamme la folla andò nel panico e si accalcò verso l’uscita. Il 90% delle vittime morirono soffocate a causa dell’inalazione di fumo. A rendere così numerosi i decessi fu la dispersione nell’aria di sostanze chimiche tossiche come il cianuro, che erano contenute nella schiuma fonoassorbente. Molti giovani, inoltre, morirono accalcati nei bagni del locale, dopo aver scambiato le porte per l’uscita. 

Sovraffollamento e uscite bloccate - Secondo l’indagine svolta successivamente, al momento dei fatti il locale era sovraffollato: al suo interno c'erano tra le 1'000 e le 1'500 persone, ma la sua capacità massima era inferiore alle 700. Le uscite di emergenza erano inoltre chiuse, ostruite o non segnalate e l’unica uscita chiaramente visibile era la porta d’ingresso. 

Qualcuno provò a utilizzare gli estintori, che però risultarono scarichi e inutilizzabili. Il Kiss non era inoltre autorizzato a utilizzare dispositivi pirotecnici e i pannelli fonoassorbenti che si trovavano sul soffitto non erano omologati per l’utilizzo nei locali pubblici. 

Gli arresti e le condanne - In seguito alla tragedia i proprietari del club e due membri della band furono arrestati. 

Nel dicembre 2021 un tribunale brasiliano condannò i due proprietari a 22 anni e mezzo di carcere, rispettivamente 19 anni e mezzo di carcere, e due membri della band a 18 anni di carcere per omicidio per dolo eventuale. Dopo vari ricorsi e un lungo contenzioso giudiziario lo scorso anno le condanne sono state confermate, ma le pene sono state ridotte a 12 anni di carcere per entrambi i proprietari e a 11 anni per i due membri della band. 

Le critiche alle autorità - Come nel caso di Crans-Montana, infine, le autorità cittadine di Santa Maria e varie figure politiche locali sono state accusate di gravi negligenze e di presunti favoritismi nei controlli antincendio e nel rilascio di permessi.

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