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Svizzeri soddisfatti eppure scettici e pessimisti

Come giudichiamo la nostra vita privata e cosa ci preoccupa di più? Le sei scoperte del "Barometro della Speranza 2026". Per il 64% degli intervistati la qualità di vita peggiorerà.
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Fonte Red
Svizzeri soddisfatti eppure scettici e pessimisti
Come giudichiamo la nostra vita privata e cosa ci preoccupa di più? Le sei scoperte del "Barometro della Speranza 2026". Per il 64% degli intervistati la qualità di vita peggiorerà.

SAN GALLO - "Il Barometro della Speranza 2026" dell'Università di San Gallo si è occupato di capire, attraverso un sondaggio online, quanto gli svizzeri guardino con speranza al futuro e cosa li preoccupi maggiormente. Il tutto dopo aver chiesto agli intervistati un giudizio sullo stato attuale della loro vita privata. Ecco le sei scoperte più importanti, tratte dai 5.197 questionari compilati da persone maggiorenni.

1. Soddisfatti a livello privato, ma frustrati a livello sociale
Per cominciare, gli intervistati percepiscono la propria vita in larga misura come stabile e ben gestita. Circa la metà dichiara di essere abbastanza o molto felice. Molto più critica, tuttavia, risulta essere la valutazione dell'ambiente circostante. I problemi sociali, la politica e la pace a livello globale sono infatti le maggiori preoccupazioni. Il clima e l'ambiente sono giudicati in modo sorprendentemente meno pessimistico, probabilmente perché altre crisi sembrano più immediate. Il benessere sociale - ad esempio la fiducia negli altri o la sensazione di poter contribuire alla società - è nettamente percepito come inferiore rispetto al benessere personale.

2. I giovani hanno meno speranza di tutti
Lo studio mostra una chiara differenza di età: più gli intervistati sono giovani, più bassi sono i livelli di speranza, fiducia e benessere. La fascia d'età tra i 18 e i 29 anni registra i valori più bassi, mentre le persone più anziane risultano significativamente più ottimiste. I giovani si sentono più spesso insicuri, sperimentano una minore efficacia sociale e nutrono più sfiducia verso il futuro. Nonostante ciò, la maggior parte degli intervistati si descrive come fondamentalmente speranzosa e resiliente nella vita quotidiana. Nel corso degli anni, tuttavia, la tendenza è leggermente in calo.

3. La maggioranza si aspetta un calo della qualità di vita
Guardando al futuro nel lungo termine, prevale il pessimismo. Il 64% degli intervistati ritiene che la qualità della vita in Svizzera sarà peggiore tra 20 anni rispetto a oggi. Solo una piccola minoranza si aspetta un miglioramento. Questa valutazione si estende ampiamente a tutte le fasce d'età, con un ottimismo leggermente superiore tra le persone oltre i 70 anni.

4. Spaventano le crisi globali
Anche a livello globale dominano le aspettative negative. Una netta maggioranza ritiene probabili scenari futuri di crisi, caratterizzati da conflitti, distruzione ambientale, malattie e instabilità. Scenari positivi, in cui il progresso tecnologico porta a una maggiore sostenibilità, prosperità e pace, sono attesi molto meno frequentemente. I prossimi decenni sono percepiti più come una fase di contenimento dei danni che non come un nuovo inizio.

5. Ok alla sostenibilità, ma scarsa disponibilità ai cambiamenti
Una grande maggioranza desidera una società più verde, più aperta agli altri e più cooperativa, con una maggiore attenzione alla comunità e alla qualità di vita. Allo stesso tempo, si nota una scarsa disponibilità a cambiamenti fondamentali nel proprio stile di vita, ad esempio per quanto riguarda la mobilità, l'alimentazione o l'abitazione. Le aspirazioni rimangono così spesso astratte e non si traducono coerentemente in una volontà di agire.

6. Protezione del clima solo se economicamente percorribile
Riguardo alle questioni concrete sulla protezione del clima, emerge che la competitività economica è per molti più importante rispetto a misure ambiziose. Una netta maggioranza respinge il ruolo di pioniere della Svizzera, se questo comporta svantaggi economici. Si preferisce invece una protezione del clima moderata e coordinata con altri Paesi, che tenga conto della concorrenza tra i diversi Paesi.
Solo una minoranza crede che la politica o le organizzazioni possano affrontare efficacemente il cambiamento climatico. Allo stesso tempo, la fiducia nella propria capacità di agire è alta: molti intervistati sono convinti di poter dare un contributo personale, anche se tendono a respingere cambiamenti profondi nella vita quotidiana.

Il Barometro della Speranza 2026 si basa su un sondaggio online con un questionario elettronico. Lo studio ha compreso in totale 115 domande chiuse e 9 domande sociodemografiche. I dati sono stati raccolti tra il 1° novembre e il 10 dicembre 2025. Nell'analisi sono confluiti 5.197 questionari compilati completamente da persone maggiorenni in Svizzera. Il 53% dei partecipanti erano uomini, il 46,2% donne, lo 0,9% ha indicato un genere diverso. Riguardo alle regioni linguistiche, il 52,8% degli intervistati proviene dalla Svizzera tedesca, il 39,1% dalla Svizzera romanda e l'8,1% dalla Svizzera italiana.

Il Barometro della Speranza 2026

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