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SVIZZERA

Carne e pane al ribasso: Aldi trascina tutti nella battaglia dei prezzi

La polemica non si placa e l'Unione svizzera dei contadini prende posizione. A sorpresa lo fa anche Lidl: «Non intendiamo destabilizzare la produzione nazionale»
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Fonte TagesAnzeiger
Carne e pane al ribasso: Aldi trascina tutti nella battaglia dei prezzi
La polemica non si placa e l'Unione svizzera dei contadini prende posizione. A sorpresa lo fa anche Lidl: «Non intendiamo destabilizzare la produzione nazionale»

ZURIGO - Aldi Suisse ha innescato una nuova offensiva sui prezzi di carne e pane, scatenando a questa volta la reazione del mondo agricolo e persino dei concorrenti. L'Unione svizzera dei contadini definisce questa strategia «una spirale dei prezzi irresponsabile che va verso il basso», mentre Lidl prende pubblicamente le distanze da Aldi: un gesto - scrive il Tages-Anzeiger - gesto quasi mai visto nell'ambito del commercio al dettaglio. Intanto, però, i contadini registrano redditi e prezzi alla produzione in aumento.

L'inizio a settembre 2024 - Tutto comincia nel settembre 2024, quando Aldi taglia i prezzi della carne fresca fino al 36 percento. Seguono altri round: Migros ribassa stabilmente mille articoli; ad aprile Action apre in Svizzera con la promessa di prezzi stracciati; Coop annuncia oltre mille ribassi; il 13 ottobre Aldi porta il mezzo chilo di pane bianco misto o Ruchbrot a 99 centesimi; l’11 novembre altri tagli sulla carne tra il 15 e il 30 percento. Fettine di manzo a 23,50 franchi al chilo, entrecôte a 34,90, Ruchbrot a 1 franco: la corsa al ribasso è lanciata.

All'attaco dei prezzi stracciati - Ma ciò che piace ai consumatori irrita agricoltori e panifici. «Mezzo chilo a 99 centesimi è una vergogna», ha denunciato Thomas Helbling, presidente della Federazione dei mulini nel corso della Giornata dei mugnai a Berna. E nel frattempo, i panifici espongono cartelli provocatori, ritraente una pagnotta e una scritta: «Meglio di 99 centesimi». All’assemblea dell’Unione Svizzera dei Contadini, Markus Ritter ha attaccato i «prezzi stracciati»: «Basta con il dumping sui prezzi degli alimenti». Per una volta, l’organizzazione fa nomi e cognomi: la «responsabilità principale» ricade su Aldi, seguita dagli altri.

«In linea di principio non abbiamo problemi con i discount. Ma quello che sta succedendo ora è nuovo», afferma il direttore Martin Rufer. «Aldi ha esagerato completamente». L’abbassamento generalizzato dei prezzi della carne, sostiene, mette sotto pressione i produttori.

«Lidl in difesa della produzione nazionale» - A sorpresa, anche Lidl è intervenuta. In un comunicato ha dichiarato di non voler «destabilizzare la produzione nazionale» avviando guerre di prezzo in segmenti come carne o pane, prendendo «chiaramente le distanze dai concorrenti che aumentano inutilmente la pressione sull’agricoltura». Un attacco diretto e raro nel settore, si legge sul quotidiano Tamedia.

Il capo di Aldi, Jérôme Meyer, respinge le accuse: «Aldi Suisse non riduce i prezzi agli agricoltori, posso garantirlo. Paghiamo gli stessi prezzi di prima dei ribassi».

Una politica aggressiva dilagante - Ma Aldi non è il solo che punta a una politica aggressiva dei prezzi: all’inizio dell’estate Coop aveva tentato di imporre ai produttori di verdura un “bonus” fino al 3 percento del fatturato annuo; il progetto è stato ritirato dopo un ricorso alla Commissione della concorrenza. Anche Migros stringe la cinghia: con il nuovo responsabile acquisti, Florian Decker, adotta strategie più aggressive e centralizza le forniture con Denner e Migrolino. «Metodi alla Trump», ha scritto di recente la NZZ.

Gli effetti sui prezzi al consumo sono evidenti: ortaggi ai livelli più bassi dal 2020, cali significativi per carne suina e pollame dall’autunno 2024, inversione di tendenza anche per il pane. Per ora, però, la guerra dei prezzi non sembra penalizzare i produttori: nel 2024 l’indice dei prezzi alla produzione agricola è cresciuto per il nono anno consecutivo. E il 2025 si annuncia ancora migliore: «L’agricoltura vive un anno molto buono», afferma l’Ufficio federale di statistica. Il valore aggiunto lordo dovrebbe raggiungere 5 miliardi di franchi (+10%), mentre l’utile operativo «aumenta di oltre il 16 percento».

Prezzi alla produzione stabili - Stefan Flückiger, presidente dell'Associazione svizzera dei mercati equi, conferma che i prezzi alla produzione restano stabili, ma rileva più segnalazioni di pressioni da parte dei rivenditori, soprattutto nell’orticoltura: «Abbiamo tre o quattro casi sul tavolo» potenzialmente destinati alla Commissione della concorrenza. La forte concentrazione del mercato, osserva, fa sì che «dal prezzo finale di vendita arrivi tendenzialmente meno ai produttori».

Per i consumatori, la guerra dei prezzi è allettante: carne, verdura e pane costano meno. Ma l’impatto sui bilanci familiari resta limitato: solo il 5,6 percento del reddito lordo di una famiglia svizzera è destinato all’alimentazione.

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