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VAUDPrima il tentativo con il taser, poi lo sparo mortale

09.02.24 - 17:53
La polizia cantonale vodese fornisce nuove informazioni sulla presa di ostaggi di ieri.
keystone-sda.ch / STF (LAURENT GILLIERON)
Fonte PolCa VD
Prima il tentativo con il taser, poi lo sparo mortale
La polizia cantonale vodese fornisce nuove informazioni sulla presa di ostaggi di ieri.

Prima il tentativo di immobilizzare il sequestratore con il taser. Poi lo sparo mortale. È questa una delle novità comunicate poco fa dalla polizia cantonale vodese riguardanti la presa di ostaggi durata quattro ore avvenuta ieri sera su un treno che stava circolando da Baulmes a Yverdon-les-Bains e conclusasi con l'uccisione del sequestratore.

Oltre a questa precisazione sulla dinamica dei fatti (ne avevamo già parlato anche qui) le autorità hanno pure confermato l'identità del sequestratore abbattuto dalle forze dell'ordine. Si tratta di un richiedente asilo di 32 anni di nazionalità iraniana, attribuito al Canton Ginevra. Il 32enne - viene precisato - era un volto noto alle autorità cantonali, tanto che la polizia di Ginevra era dovuta già intervenire più volte a causa di suoi comportamenti sopra le righe.

L'uomo, riferisce ancora la polizia cantonale, al momento dell'attacco era armato di un'ascia, di un coltello e pure di un piccolo martello (altra novità).

La dinamica - Tornando al sequestro, la polizia cantonale vodese ha dapprima tentato una negoziazione con il sequestratore. Fallita quella, sono entrati in gioco i membri del gruppo di intervento che attorno alle 22.15 hanno lanciato l'assalto. Uno di loro - spiega la polizia cantonale - «ha dapprima usato il taser per immobilizzare l'uomo» che stava correndo verso di loro. Tuttavia, il 32enne, armi in mano, ha continuato ad avanzare verso gli agenti e gli ostaggi». A questo punto un secondo membro dell'unità «ha quindi usato la sua arma per neutralizzarlo».

Toccherà ora alla Procura indagare sulla vicenda, facendo chiarezza sia sulle motivazioni del sequestratore sia sulle circostanze che hanno portato l'agente di polizia ad aprire (mortalmente) il fuoco. Ricordiamo che il portavoce della polizia cantonale vodese Jean-Christophe Saurel aveva di fatto escluso la matrice terroristica. «Nessun elemento ci fa pensare - aveva precisato - che si tratti di un atto di terrismo né jihadista».

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