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SVIZZERA

Swisscom trasferisce i call center in Bulgaria e Polonia

Il colosso delle telecomunicazioni intende esternalizzare i posti di lavoro. Dipendenti preoccupati. L'azienda: «Non ci saranno tagli»
20 minuti/Simon Glauser
Fonte 20 min
Swisscom trasferisce i call center in Bulgaria e Polonia
Il colosso delle telecomunicazioni intende esternalizzare i posti di lavoro. Dipendenti preoccupati. L'azienda: «Non ci saranno tagli»
BERNA - A partire dalla primavera del 2024, Swisscom vorrebbe trasferire una parte del lavoro dei contact center in Polonia e Bulgaria. Si tratterebbe di un'operazione pilota. La notizia è contenuta in una lettera ai dipendenti, di cui è venuta in ...

BERNA - A partire dalla primavera del 2024, Swisscom vorrebbe trasferire una parte del lavoro dei contact center in Polonia e Bulgaria. Si tratterebbe di un'operazione pilota. La notizia è contenuta in una lettera ai dipendenti, di cui è venuta in possesso la redazione di 20 Minuten: «Come sapete, Swisscom sta perdendo continuamente entrate a causa della pressione dei prezzi sul mercato. Questo ci costringe ad attuare ulteriori misure, nonostante il calo dei contatti con i clienti, per continuare a operare con successo sul mercato». Queste misure riguarderebbero appunto i call center, dato che l'azienda ha intenzione di rendere più «efficiente ed economico possibile» tutto l'aspetto legato al rapporto con l'utenza telefonica.

"Siamo preoccupati per i nostri posti di lavoro

Un dipendente di lunga data di Swisscom, ha dichiarato al portale svizzero tedesco che la maggior parte dei lavoratori non è sicura di cosa significhi esattamente questa esternalizzazione. «Anche se nessuno è stato ancora licenziato, i posti vacanti non vengono occupati e non vengono nemmeno creati nuovi posti di lavoro. Molti temono per il proprio futuro professionale».

Ma non è solo la paura di perdere il lavoro a causare risentimento. Anche la scarsa comunicazione con i clienti di Swisscom sta causando un'atmosfera lavorativa tesa. «Pubblicizziamo la nostra politica di prezzi elevati dicendo che vendiamo un prodotto svizzero e quindi creiamo posti di lavoro - racconta un dipendente - ma questa promessa non corrisponde più al vero». Fanno notare che i futuri dipendenti stranieri che verrebbero assunti in Polonia o in Bulgaria non si identificherebbero con l'azienda. «Non conoscono il marchio, non hanno alcun legame con l'azienda o con i clienti. Swisscom non sarà più ciò che è stata finora».

La qualità sarà verificata costantemente

Sepp Huber, portavoce di Swisscom, - contattato da 20 Minuten - assicura invece che la qualità del servizio clienti è una priorità assoluta per l'azienda. «Un alto livello di soddisfazione dei clienti non è negoziabile. Continueremo a offrire ai nostri clienti un buon servizio di assistenza». Per garantirlo, è stata effettuata una valutazione preventiva delle due nuove sedi per verificare se soddisfano i requisiti di qualità e soddisfazione.

«Inoltre, stiamo iniziando il progetto pilota con un piccolo numero di dipendenti e monitoreremo costantemente la qualità attraverso varie misure, come ad esempio i sondaggi sulla soddisfazione dei clienti, per poi decidere come procedere», afferma Huber. Allo stesso tempo, tutti i lavoratori saranno supportati con una formazione completa e un coaching individuale.

Huber rassicura infine anche i dipendenti di Swisscom in Svizzera. «Non sono previsti tagli ai posti di lavoro in relazione a questo progetto, né presso il nostro partner né presso Swisscom», e ha precisato che l'azienda non prevede ulteriori trasferimenti di posti di lavoro all'estero.

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