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«Mettete un limite ai salari dei manager». Lo chiede 8 svizzeri su 10

Cresce la percentuale di svizzeri che vuole un tetto massimo per gli stipendi dei manager. Limite proposto: fra 500'000 franchi e 1 milione.
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Fonte ATS
«Mettete un limite ai salari dei manager». Lo chiede 8 svizzeri su 10
Cresce la percentuale di svizzeri che vuole un tetto massimo per gli stipendi dei manager. Limite proposto: fra 500'000 franchi e 1 milione.
BERNA - Aumenta ulteriormente la quota di popolazione che vedrebbe di buon occhio l'introduzione di un limite ai salari dei manager: l'83% degli svizzeri interpellati nell'ambito di un sondaggio si dice favorevole all'idea, contro una frazione di tre...

BERNA - Aumenta ulteriormente la quota di popolazione che vedrebbe di buon occhio l'introduzione di un limite ai salari dei manager: l'83% degli svizzeri interpellati nell'ambito di un sondaggio si dice favorevole all'idea, contro una frazione di tre quarti rilevata l'anno scorso.

Il rilevamento demoscopico è stato condotto dall'istituto di ricerca GFS-Zürich per conto della società di consulenza HCM International, che ha oggi diffuso i dati. Sono state interpellate 1000 persone per telefono o online.

Il consenso a mettere un tetto ai maxi-stipendi ha raggiunto il livello più alto dall'inizio dell'indagine sulle retribuzioni, 13 anni or sono: in precedenza i tassi di approvazione non erano mai stati superiori all'80%. Stando all'indagine non vi è però un'opinione perfettamente condivisa riguardo a dove fissare il limite: la fascia più gettonata è quella fra 500'000 franchi e 1 milione.

La maggioranza degli intervistati (53%) ritiene comunque che il controllo degli stipendi dei dirigenti sia una responsabilità degli azionisti e degli altri proprietari delle società, non un compito dello Stato. Anche questo dato è superiore a quello dell'anno precedente: nel 2022 era al 49%.

È inoltre salita ancora notevolmente (dall'81% a 90%) la richiesta di includere i temi della sostenibilità nella remunerazione dei dirigenti. "La popolazione svizzera è sempre più convinta che le questioni di sostenibilità non siano sufficientemente prese in considerazione nei modelli retributivi", commenta a questo proposito Stephan Hostettler, Ceo di HCM, citato nel comunicato. Attualmente comunque già il 46% delle aziende comprese nell'indice azionario SPI tiene conto dei criteri ESG (environmental, social and governance, cioè principi ambientali, sociali e di buon governo d'impresa) nelle proprie decisioni sui compensi. "Questo potrebbe non essere ancora molto noto al grande pubblico", aggiunge lo specialista.

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