SVIZZERASci fuoripista, «raddoppiate le morti»

06.12.22 - 10:32
L'UPI (Ufficio prevenzioni rischi) mette in guardia dal "freeride" e suggerisce alcune buone pratiche per evitare seri incidenti
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Sci fuoripista, «raddoppiate le morti»
L'UPI (Ufficio prevenzioni rischi) mette in guardia dal "freeride" e suggerisce alcune buone pratiche per evitare seri incidenti

BERNA - Il freeride, sempre più praticato dagli appassionati di sci sulla neve, richiede particolare prudenza. Se negli scorsi anni gli infortuni mortali sulle piste hanno segnato un leggero calo, quelli fuori pista sono aumentati: ben 20 lo scorso anno, «ossia il doppio rispetto alla media su cinque anni» certifica l'UPI, l'Ufficio prevenzione rischi.

Ma gli sciatori e le sciatrici attratti dalla neve fresca fuori dalle piste battute sono in costante aumento: questo nonostante non tutti siano consci che questa pratica «è particolarmente impegnativo e comporta alcuni rischi in più rispetto allo sci su pista» dicono da UPI. E lo conferma la statistica: «il numero degli infortuni mortali su pista è di quattro casi all’anno su una media di cinque anni, mentre nel freeride la tendenza è contraria, con una media di dieci morti all’anno (2017–2021). L'anno scorso però se ne sono contati addirittura 20, il doppio rispetto alla media».

I motivi di questo raddoppio d'incidenti mortali? Secondo l'UPI «sono da ricercare nell’aumento del numero di freerider, nella struttura sfavorevole del manto nevoso e nel conseguente pericolo di valanghe». Consiglio spassionato? «Le piste gialle che molti comprensori sciistici offrono» rispondono da Upi. 

«Per chi vuole sciare nella neve fresca - aggiungono - queste piste sono messe in sicurezza contro le valanghe, ma non vengono preparate né controllate e sono quindi adatte solo a sciatori e snowboarder esperti. Fuori dalle piste e dai tracciati messi in sicurezza inizia la zona in cui ci si avventura a proprio rischio e pericolo: qui bisogna saper valutare il rischio di caduta e di valanga».

L’UPI consiglia di seguire un corso valanghe o di farsi accompagnare da una guida esperta. Altrettanto importante è informarsi sulle condizioni della neve e del meteo e portare con sé il cellulare e l’equipaggiamento di emergenza (apparecchio di ricerca in valanga ARVA, sonda e pala).

Anche sulle piste si devono rispettare alcune regole per evitare di finire in un letto d’ospedale. «Visto che oltre il 90% degli infortuni sono imputabili a colpa propria, gli appassionati di sport sulla neve possono fare molto per migliorare la propria sicurezza, ad esempio adeguare la velocità alle loro capacità ed evitare di sopravvalutarsi».

Anche l’equipaggiamento deve essere adatto, «soprattutto il casco che, stando alla nostra rilevazione, fa ormai parte dell’equipaggiamento di base sia nello sci che nello snowboard. Durante la stagione 2021/2022, il tasso d’uso del casco nello sci è aumentato raggiungendo il 95%, mentre nello snowboard è rimasto invariato al 92%».

Essere ben equipaggiati significa anche avere attacchi regolati correttamente. L’UPI raccomanda «di farli controllare una volta all’anno in un negozio specializzato. Da anni la vignetta UPI, che da questa stagione si presenta con un nuovo look, è un marchio di qualità che ne attesta la corretta regolazione».

 

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