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SVIZZERAFare colazione? Un privilegio sempre più costoso

22.11.22 - 20:30
Inflazione: i pesanti rincari hanno colpito i prodotti tipici del primo pasto della giornata: latte, caffè, uova...
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Fare colazione? Un privilegio sempre più costoso
Inflazione: i pesanti rincari hanno colpito i prodotti tipici del primo pasto della giornata: latte, caffè, uova...

ZURIGO - Nell'ultimo mese l'inflazione nel nostro Paese è rimasta stabile. Ciononostante, i prezzi dei prodotti della colazione sono diventati molto più cari.

Lo rivela l'indice dei prezzi al consumo della società Comparis: «I prezzi di caffè, latte, uova, formaggio e burro hanno subito un rincaro superiore alla media», afferma Michael Kuhn, esperto Comparis in finanze. «Gli elevati costi di riscaldamento e i prezzi più alto dei prodotti per la prima colazione pesano sui bilanci delle famiglie, soprattutto di quelle a basso reddito».

In effetti, oltre ai prodotti tipici del pasto mattutino, anche i prezzi dell'energia per il riscaldamento sono aumentati notevolmente.

«C'è preoccupazione»
Secondo l’indice, in Svizzera a ottobre 2022 i prezzi dei beni di uso quotidiano sono saliti del 3,2% rispetto al mese precedente. Seppur la Svizzera italiana continui a essere la regione più colpita dai rincari, il divario di inflazione tra le regioni linguistiche è diminuito in ottobre: tra ottobre 2021 e ottobre 2022 i beni di uso quotidiano sono aumentati in percentuale del 3,2% in Ticino, poco più che nella Svizzera romanda (+3,1%) e nella Svizzera tedesca (+3,1%). Rispetto alla zona euro, il rincaro in Svizzera è nettamente più basso.

«Dopo due mesi di lieve calo dell’inflazione, in ottobre il rincaro si è stabilizzato oltre il 3%», osserva Kuhn. «Tuttavia, la popolazione è preoccupata per le proprie finanze, soprattutto a causa dell’aumento medio dei premi di cassa malati del 6,6% annunciato per il 2023».

Colazione... da ricchi
I costi per la colazione, come detto, hanno registrato un incremento superiore alla media. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, i prezzi di nove prodotti tipici della colazione sono aumentati in media del 5,5%. La popolazione deve spendere molto di più per burro (+10,7%), margarina, grassi e oli commestibili (+8,9%), caffè (+7%), latte, formaggio, uova (+5,9%) e tè (+3,4%).

Dal 2000 la colazione costa in media l’11,1% in più. Nel confronto sul lungo termine, i costi sono saliti in particolare per burro (+35,6%), marmellata e miele d’api (18,7%), margarina, grassi e oli commestibili (+11,7%), tè (+10%), caffè (+7,2%), pane, farina e prodotti a base di cereali (+6,9%).

Scarpe più care
Altri prodotti che hanno subito un forte rincaro sono quelli relativi alla stampa, i cui prezzi sono cresciuti del 6,9% (mese precedente: +0,1%). «I prodotti come i calendari sono soggetti soprattutto ad aumenti stagionali dei prezzi», afferma Kuhn. Ma anche succhi di frutta e verdura, con una crescita del 6,4% (mese precedente: -3,4%). Ciò è dovuto a diversi motivi: «Talvolta cattivi raccolti e una forte domanda spingono i prezzi verso l’alto e la tendenza probabilmente continuerà anche nei prossimi mesi», sostiene Kuhn.

Anche i prezzi delle scarpe (sia da uomo che da donna) hanno registrato un rialzo significativo. Kuhn: «Analogamente a quanto accaduto in settembre, in generale i prezzi delle scarpe sono saliti rispetto al mese precedente. Tuttavia, sia per gli adulti che per i bambini le scarpe continuano a essere convenienti a lungo termine».

L’aumento più marcato degli ultimi 22 anni? Da maggio 2000, i prezzi dell’energia per il riscaldamento sono saliti del 203%, le sigarette costano il 96% in più, i costi dei servizi finanziari sono saliti del 95%, e i prezzi degli altri prodotti del tabacco hanno subito un rincaro del 76%. Infine, giornali e riviste costano il 75% in più.

Alcuni beni costano meno
Seppur sembri che tutti i prezzi stiano aumentando, c'è anche qualche prodotto che segue il trend inverso. Tra maggio 2000 e ottobre 2022, infatti, i prezzi di diversi beni di uso quotidiano sono diminuiti. In particolare, i prezzi dei farmaci sono scesi in media del 43% e quelli dei supporti di memorizzazione e dei contenuti sono calati del 40%. I piccoli elettrodomestici costano il 35% in meno (fino al mese precedente: -36%). I dispositivi elettrici per la cura personale sono diventati più economici del 31% (fino al mese precedente: -29%). Infine, i prezzi del settore delle telecomunicazioni sono diminuiti del 31% (mese precedente: -29%). 

L’indice dei prezzi al consumo di Comparis, pubblicato in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo (ETH), misura l’inflazione percepita dai consumatori. Per il calcolo viene considerato esclusivamente l’andamento dei prezzi dei beni consumati regolarmente dalla popolazione, come generi alimentari, medicamenti o vestiti, rimuovendo i fattori di contenimento dell’inflazione come gli affitti o altri beni durevoli. 

 

COMMENTI
 
dan007 1 sett fa su tio
Eppure i tassi di interesse sono aumentati anche se dicono che la Svizzera non soffre come gli altri paesi come mai con un cambio così agevolato gli aumenti sono così sproporzionati dovremmo pagare tutto meno almeno i prodotti importati
dinci 1 sett fa su tio
C'è sempre qualcuno che non inserisce il cervello, prima di parlare.
ReoZH 1 sett fa su tio
Penso che a breve ci saranno importanti divisioni sociali. I ricchi sono sempre più ricchi , classe media sempre più povera e i poveri destinati a morire di fame !
Blobloblo 1 sett fa su tio
Le cose inutili diminuiscono di prezzo, le cose fondamentali aumentano!!! Qui stanno giocando con la gente!!! Sempre peggio!!!
Gianca_Zurzi 1 sett fa su tio
Tutti questi stranieri e frontalieri non fanno che far crescere i prezzi svizzeri
Swissabroad 1 sett fa su tio
Di cosa ti fai ? Già a colazione o solo la sera ? Leggere certe scemenze mi fa capire di che livello è il popolo ticinese, di cui facevo parte...
Mamy 1 sett fa su tio
Colazione? Fosse solo quella! Ditemi cosa non è rincarato.
Mamy 1 sett fa su tio
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