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SVIZZERAI jet dell'esercito sono intervenuti per un «allarme bomba» sull'aereo

17.06.22 - 23:30
Svelato il mistero dei due caccia che hanno scortato un aereo Swiss, proveniente da Pristina, all’aeroporto di Kloten.
Sandro Spaeth / Tamedia AG
I jet dell'esercito sono intervenuti per un «allarme bomba» sull'aereo
Svelato il mistero dei due caccia che hanno scortato un aereo Swiss, proveniente da Pristina, all’aeroporto di Kloten.
«Quando c'è una minaccia bomba, è normale allertare l'aviazione militare per intercettare l'aereo sospetto», afferma un portavoce di Skyguide.

ZURIGO - Il pilota era stato informato di una possibile bomba all’interno del veicolo. Skyguide ha quindi immediatamente richiesto il supporto aereo dell'esercito.

Ecco svelato il mistero dei due caccia militari che sono intervenuti per scortare fino allo scalo di Zurigo un velivolo della compagnia aerea Swiss. «Quando c'è una minaccia bomba, è normale allertare l'aviazione militare per intercettare l'aereo sospetto», afferma Vladi Barrosa, portavoce di Skyguide. I due jet, questa mattina, hanno provocato dei boati che sono stati uditi in tutta la regione.

Daniel Reist, portavoce dell'esercito svizzero, conferma il dispiegamento dei mezzi. «Siamo stati informati della minaccia della bomba dalla sicurezza dell'aviazione civile e siamo partiti con i due jet FA-18 il più rapidamente possibile». L'obiettivo: controllare la rotta di volo e permettere al veicolo un atterraggio sicuro.

Nel caso la bomba dovesse esplodere quando l'aereo è ancora in volo, il rischio che i jet dell’esercito vengano danneggiati o distrutti è alto. «Bisogna essere disposti a correre questo rischio. Lo scopo è prevenire un incidente più grave» aggiunge Reist.

Falso allarme - L’aereo di linea, secondo quanto riportato da un portavoce dell’aeroporto di Kloten, è riuscito ad atterrare normalmente. I passeggeri e l'equipaggio sono stati in grado di sbarcare in sicurezza.

Secondo quotidiano kosovaro "Koha", la minaccia bomba si è rivelata un falso allarme. La polizia di Zurigo crede che l'attacco non era diretto alla Svizzera, ma all'aeroporto di Pristina. Inoltre, secondo il portavoce di Swiss Michael Stief, non è stata lanciata alcuna minaccia specifica contro la compagnia aerea elvetica.

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