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SVIZZERALa pandemia tiene occupato Mister Dati

29.06.21 - 14:55
Da SwissCovid al certificato sanitario, passando dalle sollecitazioni dei media in virtù della legge sulla trasparenza
Archivio Tipress
Fonte ATS
La pandemia tiene occupato Mister Dati
Da SwissCovid al certificato sanitario, passando dalle sollecitazioni dei media in virtù della legge sulla trasparenza

BERNA - Applicazione SwissCovid, certificato sanitario, tracciamento dei contatti e trasmissione dei dati personali. Tutti questi aspetti legati al coronavirus hanno tenuto occupato negli scorsi mesi l'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT), che non ha però perso di vista altre tematiche, come il futuro dell'identità elettronica.

La pandemia ha dominato il rapporto 2020/21 (chiuso a fine marzo) di Mister Dati, reso noto oggi. I suoi servizi sono infatti stati sollecitati a svariate riprese in tal proposito. In particolare, l'analisi dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dei comportamenti di mobilità in Svizzera, svolta grazie ai dati di Swisscom, ha suscitato numerosi interrogativi.

Discorso simile per il rispetto delle esigenze in materia di privacy in relazione all'app SwissCovid. Con i provvedimenti presi, lo Stato è intervenuto nella sfera privata della popolazione, ricorda l'incaricato Adrian Lobsiger. Tuttavia è ancora troppo presto per stilare il bilancio dei danni causati dalle decisioni prese dalle autorità.

Il Covid è stato oggetto di numerose sollecitazioni dei media in virtù della legge sulla trasparenza. Buona parte di esse riguardavano l'acquisto di mascherine o vaccini. Mister Dati ha trattato quasi 600 domande pervenute dai giornalisti, ovvero circa un terzo in più dell'anno precedente.

Ma la pandemia non è stata la sola preoccupazione di Lobsiger. Resta d'attualità ad esempio la questione dell'assenza di un'identità elettronica ufficiale dopo la sconfitta nella votazione federale dello scorso marzo, quando la legge in materia è stata bocciata. Si tratta in effetti di un servizio di base ritenuto indispensabile per una gestione moderna e sicura dei dati sanitari.

Affinché in futuro non diventi obbligatorio possedere uno smartphone, l'incaricato chiede alternative ragionevoli alla raccolta interamente digitale di tali informazioni. In ogni caso, il trattamento sistematico di dati personali, generalizzatosi nel contesto dell'epidemia, potrebbe avere ripercussioni anche al di là della crisi.

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