Keystone
BELLINZONA
17.06.2021 - 18:110

Estremisti islamici, la difesa chiede l'assoluzione

Queste le parole di uno degli imputati: «Ero pronto a morire e a commettere attentati, ma quella è storia antica».

BELLINZONA - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha chiesto oggi 36, rispettivamente 30 mesi di reclusione, parzialmente sospesi, contro i due ex islamisti che sono comparsi davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Dal canto loro, i difensori hanno domandato una pena con la condizionale completa per gli imputati. La sentenza sarà pronunciata in altra data.

«Atti gravi e assodati» - Il procuratore federale ha ricordato la gravità dei fatti che hanno portato i due ginevrini, di 26 e 35 anni, a processo. Dal 2013 i due, che frequentavano gli ambienti di estrema destra ginevrini, si sono avvicinati al movimento islamista che gravitava attorno alla moschea di Petit-Saconnex. Il rappresentante del Ministero pubblico ha sottolineato che gli atti preparatori dei due uomini prima della loro partenza per la Turchia, da dove avrebbero dovuto unirsi ai combattenti del sedicente Stato islamico (Isis) nella zona siro-irachena, erano gravi e assodati. Gli imputati hanno riconosciuto i fatti e non hanno mai veramente espresso rimorsi, anche se ora hanno preso le distanze dall'Islam radicale.

Accuse confermate - Il Ministero pubblico ha confermato il contenuto del suo atto d'accusa e ha chiesto 36 mesi di reclusione, di cui 18 sospesi per cinque anni, per l'imputato principale, H. G., 35 anni, ginevrino di origine tunisina. Per il più giovane, A. M., originario di Ginevra, 26 anni, il procuratore ha chiesto 30 mesi di detenzione, 15 dei quali sospesi pure per cinque anni. Ha anche domandato l'estensione, per cinque anni, delle misure di restrizione imposte ai due imputati al momento del loro arresto. Sono entrambi accusati di aver violato l'articolo 2 della Legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate.

La difesa chiede assoluzione - Gli avvocati dei due ex islamisti hanno chiesto una pena con la condizionale per tutti i capi d'accusa. François Canonica, legale di H.G., ha sottolineato il pentimento totale del suo cliente, la sua condotta irreprensibile dal suo rilascio quattro anni fa e la fattualità di ciò che ha chiamato la sua «deradicalizzazione». Si è opposto all'estensione delle restrizioni. Philipp Roth è arrivato alle stesse conclusioni per il suo cliente, il giovane A. M., che è stato introdotto nei circoli islamisti da H.G. quando aveva solo 18 anni. Ha insistito sulle circostanze attenuanti, cioè la lunga durata della procedura penale, la piena cooperazione dell'imputato, il suo totale pentimento e la sua buona condotta.

«Disgustato dallo Stato Islamico» - Oggi davanti al TPF entrambi gli imputati hanno categoricamente rinnegato il loro passato islamista: «Ero pronto a morire e a commettere attentati, ma quella è storia antica e non farei mai più quello che ho fatto», ha detto A.M. Il suo ex mentore, H. G., ha detto di essere «disgustato dallo Stato islamico dopo aver sentito i racconti degli orrori commessi dai suoi membri quando era in prigione in Turchia». L'Isis è una «deriva settaria», ha detto alla corte.

Incarcerati già nel 2016 - A.M. e H.G. sono stati arrestati al loro ritorno dalla Turchia, rispettivamente a giugno e agosto 2016. Finora hanno trascorso sei e otto mesi in regime di carcere preventivo.

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