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SVIZZERA
13.06.2021 - 23:070

Berna rinuncia definitivamente ad AstraZeneca

Le 5,3 milioni di dosi del vaccino anglo-svedese verrano donate ai Paesi poveri.

La vaccinazione della popolazione elvetica è comunque garantita con i preparati di Pfizer/Biontech e Moderna.

BERNA - Era stato il primo vaccino su cui la Confederazione aveva scommesso. Ma si è rivelata una scommessa perdente. E oggi la Confederazione ha deciso di rinunciarvi definitivamente. Stiamo parlando del preparato dell'azienda biofarmaceutica anglo-svedese AstraZeneca - del quale Berna si era assicurato a ottobre 2020 la fornitura di 5.3 milioni di dosi - che, come riferito oggi dal SonntagsZeitung, non verrà inoculato a nessuno nel nostro Paese. E questo nonostante presto potrebbe ricevere l'agognato via libera da Swissmedic. 

Secondo il domenicale il vaccino, che non utilizza la tecnologia mRNA, sarebbe in netto calo di popolarità. Soprattutto perché ha provocato (in rare occasioni) trombosi a ragazze giovani. Ma il macigno sopra il potenziale utilizzo del vaccino è stato posto dalla vicenda della 18enne di Sestri Levante, morta alcuni giorni dopo aver ricevuto il preparato di AstraZeneca. Da quel giorno, la sua fama è crollata e in Italia molte giovani si sarebbero rifiutate di venir immunizzate con un vaccino che tra le altre cose sarebbe pure meno efficace a contrastare le varie varianti del virus.

Il timore - Ufficialmente la Svizzera rinuncia al preparato di AstraZeneca, come atto di solidarietà con i Paesi più poveri: la Confederazione, che aveva già annunciato che avrebbe donato tre milioni di dosi del vaccino anglo-svedese al programma Covax, ha infatti intenzione di cedere anche le restanti. E questo per unirsi alla campagna internazionale di raccolta fondi lanciata dal Primo Ministro Boris Johnson in occasione della riunione del G7 nel Regno Unito. Ma voci di corridoio, indicherebbero anche un altro motivo nella cessione delle dosi di AstraZeneca. Ovvero il timore che un caso grave come quello avvenuto in Liguria inneschi un calo nella volonta di vaccinarsi nella popolazione.

Svizzera da record - Dopo un avvio lento, la campagna vaccinale appare finalmente ingranare la quinta. E questo grazie alle importanti forniture previste nel mese di giugno. Nei prossimi giorni sono infatti previste consegne sostanziose sia per il vaccino Moderna (505.000 dosi) sia per Pfizer/Biontech (70.000). In futuro, i preparati verrano poi consegnati a cadenza settimanale dai due produttori (mezzo milione da Moderna, centomila da Pfizer). «Entro la fine di giugno riceveremo un totale di oltre 2,5 milioni di dosi. Il Paese sarà quindi adeguatamente rifornito», conferma Masha Maria Foursova, portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). 

 

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