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NEUCHÂTELUna flebile luce di speranza in fondo al tunnel

13.11.20 - 09:48
L'ente ospedaliero riscontra i primi segnali di stabilizzazione: «Da tre giorni ingressi e dimissioni si compensano».
Keystone (archivio)
NEUCHÂTEL
13.11.20 - 09:48
Una flebile luce di speranza in fondo al tunnel
L'ente ospedaliero riscontra i primi segnali di stabilizzazione: «Da tre giorni ingressi e dimissioni si compensano».
Il dispositivo è stato tuttavia rafforzato per alleviare i reparti di terapia intensiva dove la situazione resta tesa. «Nonostante l'estensione da 7 a 26 letti, non siamo in grado di assorbire tutti i casi».

NEUCHÂTEL - L'ente ospedaliero neocastellano (RHNe) intravvede i primi segnali di stabilizzazione. Da tre giorni, gli ingressi di pazienti affetti da Covid-19 sono compensati da altrettante uscite dagli ospedali. Il dispositivo è stato tuttavia rafforzato per alleviare i reparti di terapia intensiva dove la situazione resta tesa.

RHNe accoglieva stamane 158 pazienti malati di coronavirus e dieci pazienti che sono in attesa di ricevere il risultato del test Covid. «Il numero di persone positive ricoverate in ospedale si è stabilizzato da quattro giorni a questa parte tra i 160 e i 170», indica l'ente ospedaliero in una nota.

Complessivamente 315 pazienti affetti da Covid-19 sono stati ricoverati al RHNe dall'inizio della seconda ondata. 136 persone hanno potuto lasciare l'ospedale a inizio ottobre. 21 pazienti sono invece deceduti.

«Gli ospedali pubblici possono ancora assorbire pazienti Covid, in caso di bisogno, a condizione che non vi sia un deterioramento della situazione. Parallelamente si prendono a carico casi chirurgici urgenti in proporzioni superiori alla prima ondata», ha precisato RHNe.

Cure intensive: da 7 a 26 letti - «La situazione resta estremamente tesa per quanto riguarda la presa a carico dei casi più gravi. Nonostante l'estensione da 7 a 26 letti nelle cure intensive, non si è in grado di assorbire tutti i casi», ha aggiunto l'ente ospedaliero. La durata media dei ricoveri per insufficienza respiratoria è molto lunga, mentre il numero di pazienti da trattare si mantiene costante.

Per alleviare i reparti di cure intensive, cinque letti con ventilatori non invasivi (VNI) sono disponibili da ieri a La Chaux-de-Fonds. Completano i dieci letti dell'unità specializzata in VNI istituita a inizio novembre sul sito RHNe di Portalès a Neuchâtel. Questi letti, che necessitano di un'assistenza medica e infermieristica molto importante, hanno una rilevanza decisiva nel miglioramento dello stato di salute dei pazienti.

«Con 26 letti nelle cure intensive e 15 dotati di ventilatori non invasivi, RHNe propone oggi uno dei dispositivi più importanti rispetto alla sua popolazione», conclude la nota.
 
 

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