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ZURIGO
15.02.2019 - 08:590
Aggiornamento : 10:58

Sfilarsi il condom durante il sesso non è reato? «È violenza, la legge si adegui»

Un 19enne che si era tolto di nascosto il profilattico durante un rapporto ed è stato scagionato dal tribunale. Presto però le cose potrebbero cambiare.

ZURIGO - Il loro primo incontro era andato davvero alla grande. Quindi per il secondo appuntamento con quel ragazzo, studente come lei e conosciuto su Tinder, ha deciso di invitarlo a casa sua. Durante il sesso però il 19enne ha rimosso il profilattico senza dirglielo. Per questo lei l'ha querelato e portato in tribunale.

La Corte distrettuale di Bülach (ZH) però ha deciso che non vi erano basi legali sufficienti per una condanna: niente “Atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere” (art. 191) ma piuttosto un «disprezzo delle regole del gioco durante il sesso».

L'esecrabile pratica, conosciuta con il termine anglosassone di stealthing (da stealth, nascosto/furtivo) quindi, stando alla sentenza, non sarebbe reato. Per la sessuologa e ginecologa zurighese Yvette Plambeck dovrebbe esserlo: «Il verdetto è uno schiaffo in faccia a tutte le donne», commenta a 20 Minuten, «si tratta di un assalto assoluto, oltre allo spregio del consenso dato c'è anche il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili».

Oltre al trauma della violazione della fiducia  si aggiunge anche lo stress e la preoccupazione per una possibile infezione: «Prima di poter fare un test per l'Hiv che sia valido bisogna aspettare almeno tre mesi», spiega David Scheiner ginecologo presso l'Ospedale universitario di Zurigo, «un periodo di tensione estremamente lungo». Senza contare l'onere economico di visite ed esami: «I danni medici, psicologici e finanziari sono reali», conferma Scheiner che rincara, «una sentenza del genere è quasi medievale».

Non ha mezzi termini nemmeno Andre Gisler, presidentessa dell'Associazione femminile di Zurigo: «È uno degli esempi che mostrano come il nostro diritto penale sia vetusto, è un vuoto che la politica deve riempire». 

E la politica, come conferma Andrea Caroni (Plr), ascolta: «Presto nella Commissione per il diritto dovremo entrare in materia proprio riguardo ai reati sessuali. È ovvio che dopo aver rimosso il profilattico il rapporto fra i due ragazzi non era più consensuale». Per questo Caroni consiglia alla vittima di ricorrere in appello: «Una decisione del Tribunale federale potrebbe aiutare a fare chiarezza».

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