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BERNA
26.04.2017 - 21:000
Aggiornamento : 27.04.2017 - 06:02

Militari istigati a sparare contro la propria ragazza

La provocazione dell'istruttore durante una sessione di tiro: «Cosa fate se trovate la vostra fidanzata a letto con un altro?»

BERNA - «Tornate a casa e trovate la vostra ragazza a letto con un altro uomo. Come reagite?». La domanda, scandita a gran voce, viene pronunciata da un ufficiale istruttore, e la risposta dei suoi soldati, proni a terra con il fucile in mano, è immediata: senza alcuna esitazione tutti tirano il grilletto, svuotando i caricatori.

Immagini, quelle catturate in video durante una sessione di tiro dell’esercito svizzero, che hanno mandato su tutte le furie il portavoce Daniel Reist: «Questo video - se genuino e non ri-doppiato utilizzando applicativi come Voice-Over - è del tutto indifendibile e impossibile da tollerare», ha dichiarato Reist a 20 minuten, assicurando che verrà fatto tutto il possibile per «scoprire dove sono avvenuti i fatti e per risalire all’ufficiale responsabile», che dovrà prepararsi a pagare le dovute conseguenze.

Solo scenari utili - Secondo Lewin Lempert, segretario del Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSoA), il video è particolarmente emblematico, e mostra come «l’esercito combini spesso qualcosa di sbagliato». Anche la Consigliera nazionale socialista Chantal Galladé ha aspramente criticato le immagini in questione: «Sono convinta che l’esercito dovrebbe limitarsi a simulare scenari che hanno una valenza pratica e reale» nell’ambito delle proprie attività. E situazioni come queste sono un problema, soprattutto considerato l’eterno dibattito riguardo l’utilizzo di armi da parte della popolazione civile.

Non è la prima volta - L’incidente in questione è solo l’ultimo di una serie che, in tempi recenti, ha minato l’immagine pubblica dei militari rossocrociati, già finiti sotto i riflettori lo scorso gennaio, quando un gruppo di militi in uniforme si fece fotografare in pieno saluto nazista - con il braccio alzato di fronte a una grande svastica tracciata nella neve -, e ancora prima nel dicembre del 2016, con la condanna di sette ex reclute per i maltrattamenti nei confronti di alcuni commilitoni - fra i quali due ticinesi - avvenuti a Elm.


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