BASILEA CITTÀ
07.02.2015 - 16:200
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

500 buddhisti manifestano contro il Dalai Lama

I dimostranti sostengono che la guida spirituale tibetana abbia proibito la pratica e le preghiere rivolte alla popolare divinità Dorje Shugden

BASILEA - Oltre 500 buddhisti hanno manifestato oggi a Basilea contro il Dalai Lama, in visita nella città renana. I dimostranti sostengono che la guida spirituale tibetana abbia proibito la pratica e le preghiere rivolte alla popolare divinità Dorje Shugden. In piazza sono scesi anche 300 contromanifestanti, fedeli del Dalai Lama. Tutto si è svolto nella calma, ha indicato la polizia cantonale.

Il Dalai Lama questa fine settimana è a Basilea, ospite della Comunità tibetana di Svizzera e Liechtenstein (TGSL). La giornata odierna prevedeva una cerimonia religiosa a cui si sono iscritte circa 7600 persone. L'ingresso era a pagamento e tutti i biglietti sono stai venduti in poco tempo. Oggi l'autorità spirituale è anche stata invitata dal Consiglio di Stato del Cantone di Basilea Città a un pranzo informale.

Le manifestazioni si sono svolte davanti alla St. Jakobshalle, l'arena dove si disputano ad esempio gli Swiss Indoors di tennis, mentre il Dalai Lama vi dirigeva la cerimonia buddhista. Secondo un comunicato odierno della Comunità internazionale Shugden (ISC), alla dimostrazione critica hanno partecipato 550 persone tra cui 130 tibetani. La polizia conferma sostanzialmente le cifre, parlando di oltre 500 dimostranti.

L'ISC, che sostiene di non avere alcuna relazione con la Cina, accusa il Dalai Lama di "ipocrisia, intolleranza settaria e persecuzione" che - afferma - "toccano milioni di persone in tutto il mondo provocando sofferenza, violazione dei diritti dell'uomo e pratiche di segregazione. Ad esempio le persone che si sono rifiutate di firmare ufficialmente l'abiura della pratica, come richiesto dal Dalai Lama, vengono allontanate dai servizi medici, dai negozi e dai ritrovi gestiti dalla comunità tibetana in India", denuncia nella nota l'ISC. Quest'ultima sostiene che il 60% dei tibetani emigrati in Svizzera appartiene a famiglie del culto di Shugden e molti di loro hanno percepito la discriminazione.

In una conferenza stampa dopo la cerimonia religiosa il Dalai Lama ha giudicato come "sviati" i seguaci di Shugden, che a suo avviso sono distantissimi dal pensiero di Buddha. La critica dell'ISC è "infondata". I fedeli di Shugden non sono obbligati a seguire Buddha, ha aggiunto il Dalai Lama, celebrando la libertà d'opinione, del resto solidamente impiantata in Svizzera.

In relazione ai conflitti attuali, l'autorità religiosa tibetana ha insistito sulla necessità di infondere nei bambini valori etici e non religiosi. A suo avviso attualmente la formazione scolastica punta troppo su valori materiali. Il Dalai Lama ha condannato con la massima fermezza l'utilizzazione della religione come giustificazione per la guerra.

Il Premio Nobel per la pace del 1989 è a Basilea per la seconda volta, dopo il 2001. In Svizzera è già stato più volte.

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