«Svizzera diversa ma matura, Manzambi farà strada»

L'eroe del titolo con il Thun, Mauro Lustrinelli, ha parlato della Svizzera dopo la qualificazione per i quarti di finale
L'eroe del titolo con il Thun, Mauro Lustrinelli, ha parlato della Svizzera dopo la qualificazione per i quarti di finale
BERLINO - Vent'anni fa correva sui campi della Germania, firmando l'assist per il definitivo 2-0 contro il Togo al Mondiale 2006. Oggi, nell'estate del 2026, Mauro Lustrinelli è tornato in Germania da allenatore dell'Union Berlino, forte dello storico titolo appena conquistato con il Thun.
Nessuno meglio del tecnico ticinese conosce dinamiche, pressioni e segreti dello spogliatoio rossocrociato. «Che partita ho visto martedì? Una gara difficile: la Colombia si è confermata una grande squadra - ci ha detto l'ex tecnico della U21 elvetica - Ho visto una Svizzera un po' diversa dal solito, che in parte ha snaturato il proprio gioco, forse anche a causa di alcune assenze. Ha costruito meno, ma si è difesa bene ed è arrivata preparata ai rigori. Abbiamo confermato di avere un'ottima squadra, con una bella dose d'esperienza: quella che, nei momenti delicati, può fare la differenza».
I rigori: una dote naturale o una questione psicologica? «È una dote naturale. Penso ai rigori di Vargas, Amdouni e Itten, che conosco bene... Ero sicuro che avrebbero tirato bene. Certo, ci si può allenare e migliorare, ma a quei livelli e in quei momenti conta soprattutto la freddezza. Chi decide i tiratori? Spesso si stabiliscono prima, ma possono esserci cambiamenti in base alle dinamiche della partita e a come uno si sente».
Manzambi, una sorpresa? «Per me no... In Germania ha chiuso alla grande la stagione con il Friburgo. E anche in Nazionale, malgrado l'assenza contro la Colombia, sta reagendo da grande giocatore. Sapevo che fosse forte e che potesse avere un impatto importante. È giovane e ha una grande carriera davanti a sé. Anche in Nazionale può diventare un grande protagonista, ci farà divertire».
L'Argentina «Contro l'Egitto è venuto fuori il cuore argentino, quella garra che li contraddistingue. Dopo il primo gol la partita è cambiata: Messi ha sbagliato il rigore, l'Egitto è andata sul 2-0, ma l'Albiceleste è rimasta in partita e ha costruito parecchio gioco. Secondo me, alla fine, ha meritato di vincere. Come vedo il quarto di finale? Due squadre con stili diversi, arrivate ai quarti in extremis, per così dire, e con un bagaglio positivo: vittorie del genere ti danno una carica importante. Direi una partita da 50/50».
ImagoI primi giorni a Berlino «Ho iniziato da una settimana... Siamo solo all'inizio e c'è tanto da fare. Le prime impressioni sono molto positive. La Bundesliga è un altro mondo, non paragonabile al nostro campionato, ma rappresenta un'esperienza importantissima per crescere».






