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TOUR DE FRANCE

Il Colle Maledetto incorona il Cannibale Pogačar

Lo sloveno fa esplodere la corsa sul Tourmalet, stacca Vingegaard di due minuti e 40 secondi e strappa la maglia gialla a Træen, protagonista di una giornata da incubo culminata con una caduta.
Il Colle Maledetto incorona il Cannibale Pogačar
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Il Colle Maledetto incorona il Cannibale Pogačar
Lo sloveno fa esplodere la corsa sul Tourmalet, stacca Vingegaard di due minuti e 40 secondi e strappa la maglia gialla a Træen, protagonista di una giornata da incubo culminata con una caduta.
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GAVARNIE-GÈDRE - La prima vera tappa pirenaica del Tour de France, con le leggendarie scalate al Col d'Aspin e soprattutto al Col du Tourmalet, ha emesso i primi verdetti. E, come previsto, ha incoronato il grande favorito. Tadej Pogačar ha dominato la scena, conquistando tappa e maglia gialla, mentre il norvegese Torstein Træen ha perso il simbolo del primato al termine di una giornata da incubo, culminata con una caduta nella discesa del Tourmalet.

È stato proprio sulle rampe del "colle maledetto" - il cui nome, secondo l'etimologia guascone, richiama una strada malvagia - che la corsa si è accesa. A metà salita l'UAE Team Emirates ha imposto un ritmo altissimo con Isaac Del Toro, incaricato di lanciare l'attacco del capitano. Il messicano ha selezionato il gruppo dei migliori, poi si è fatto da parte. Da lì è iniziato il consueto, devastante assolo di Pogačar.

L'unico a provare a resistere è stato Jonas Vingegaard. Il danese, salendo con il proprio passo, è riuscito inizialmente a contenere il distacco, dando vita a un duello a distanza che per qualche chilometro ha tenuto viva la corsa. Ma a due chilometri dalla vetta del Tourmalet il campione del mondo ha cambiato marcia: un'accelerazione brutale che ha spento ogni speranza degli avversari. Vingegaard ha scollinato con circa mezzo minuto di ritardo, mentre il giovane francese Paul Seixas, pur lottando con coraggio, ha accusato quasi un minuto e mezzo. Ancora più pesante il crollo di Træen, staccato di quasi otto minuti.

In discesa Pogačar ha continuato ad attaccare, aumentando ulteriormente il margine fino a superare il minuto su Vingegaard prima dell'ultima salita verso Gavarnie-Gèdre. Alle sue spalle, invece, è arrivata la doccia gelata per Træen: il norvegese è finito a terra dopo un contatto con un compagno di squadra, battendo violentemente anche la spalla sull'asfalto. Fortunatamente è riuscito a ripartire, ma il sogno della maglia gialla si è definitivamente infranto: il 30enne della Uno-X-Mobility ha infatti tagliato il traguardo scortato dal compagno con 29 minuti e 57 secondi di ritardo.

Sull'ascesa conclusiva non c'è più stata storia. Pogačar ha continuato a guadagnare terreno, tagliando il traguardo in perfetta solitudine con 2 minuti e 40 secondi di vantaggio su Vingegaard. Terzo, a completare il dominio UAE, è arrivato Del Toro (+3'27"), seguito da Evenepoel (+3'30").

Seconda vittoria di tappa in questa Grande Boucle - la 23esima in carriera al Tour - maglia gialla sulle spalle e un messaggio chiarissimo ai rivali: il Tour ha trovato il suo padrone. E strappargli il primato, oggi, sembra un'impresa ai limiti dell'impossibile.

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