Davos a un passo dal titolo, ultima chiamata per il Friborgo

Gara-6 può essere decisiva: i Dragoni per evitare un’altra finale amara. Ngoy avverte: «Ai burgundi serve la partita perfetta. Ma i grigionesi restano favoriti».
FRIBORGO - Davos-Friborgo, atto sesto. Potrebbe essere quello decisivo. Finora questa finale non ha risparmiato nulla: sorprese, ribaltoni e quattro break nelle prime quattro partite. Poi gara-5, l’apoteosi. Il Davos, sotto 3-0, ha rimontato fino a imporsi ai supplementari, sfruttando un’ingenuità di Marchon e colpendo in power play con Tambellini per il 5-4 che ha ribaltato tutto. Ora la serie torna a Friborgo. I Dragoni sono con le spalle al muro: devono vincere per evitare la quinta sconfitta in altrettante finali. E per Julien Sprunger potrebbe essere l’ultima partita della sua strepitosa carriera.
Per leggere gara-6 abbiamo interpellato Michaël Ngoy, a Friborgo dal 2005 al 2016 e compagno proprio del capitano burgundo. «A inizio stagione avrebbe firmato per arrivare in finale», sottolinea l’ex difensore 44enne passato anche da Ambrì. «Se dovesse vincerla, Netflix dovrebbe farci una serie: sarebbe una storia incredibile, anche considerando quello che il Friborgo ha rischiato nei quarti contro il Rapperswil».
Il lieto fine, però, è tutt’altro che scontato. Anzi. «Il Davos resta favorito. Sono avanti 3-2 e finora si sono dimostrati la squadra migliore»», sottolinea Ngoy. Eppure, da entrambe le parti, qualcosa è mancato. «I leader non si sono visti con continuità», osserva. «E a Friborgo il problema è evidente: gli stranieri stanno rendendo meno del previsto e il power play è stato una vera catastrofe. Non ho mai visto una squadra arrivare in finale con un’efficacia del 3% in superiorità numerica».
Il talento, però, non manca ai burgundi. «Walmark, Sorensen, De la Rose, Kapla e Borgström: sono giocatori che possono decidere le partite». Il nodo centrale resta però la continuità. «Il Friborgo non è mai riuscito a mettere insieme una partita completa», commenta l'esperto che ha assistito a tutte le sfide di finale. «O difende bene ma non segna, oppure segna ma concede troppo. Per vincere una finale serve tutto: attacco, difesa e portiere».
Dall’altra parte c’è un Davos magari non perfetto - «Stransky non è al meglio, gli manca esplosività, probabilmente è infortunato» - ma con un vantaggio chiaro: l’esperienza. «È una squadra abituata a vincere. Anche sul 3-0 nel primo tempo di gara-5 non ho mai pensato fosse finita. E infatti i gialloblù sono tornati subito».
La differenza si gioca lì, nei momenti chiave. «Per molti giocatori del Friborgo è una situazione nuova. Pressione, aspettative, il peso del pubblico… non è facile. Si è vista tensione, forse nervosismo». Pronostici? Meglio non sbilanciarsi. «È una finale imprevedibile, io stesso li ho sbagliati tutti», sorride Ngoy. Ma una certezza c’è: se Friborgo vuole allungare la serie e tenere vivo il sogno - anche quello di Sprunger - servirà la partita perfetta. Vedremo se riuscirà a realizzarla questa sera.



