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SENZA TRUCCO SENZA ING...ARNO«Bravi, ma guardiamo al futuro»

08.07.24 - 07:00
Niente più Sommer, Xhaka, Shaqiri, Schär? «Non ho detto questo»
Imago
«Bravi, ma guardiamo al futuro»
Niente più Sommer, Xhaka, Shaqiri, Schär? «Non ho detto questo»
«Temo che l’Europeo sia stato il picco per questo gruppo. Per questo l’esito brucia e brucia tanto».
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ZURIGO - Qualche ora in più è passata, le emozioni hanno avuto la possibilità di sedimentare e, al loro posto, sono venuti a galla i ragionamenti. Nonostante ciò, l’eliminazione della Svizzera dall’Europeo fa ancora maledettamente male. Per quanto mostrato fin dalla prima partita, per il gioco, per la personalità, per l’alchimia del gruppo… anche ripensandoci “a freddo” la Nazionale ha dimostrato di meritare qualcosa più dei pur prestigiosi quarti di finale.

Quanto accaduto sui campi tedeschi è però già (solo) il passato.

«Un passato che ha dato un verdetto agrodolce, un verdetto che deve servire come punto di partenza - è intervenuto Arno Rossini - Vista la concorrenza e il livello delle altre selezioni, non si deve commettere l’errore di credere di essere “arrivati”». 

Sono “mancati” i particolari.
«La squadra era matura, era al top a livello fisico ma prima di tutto a livello mentale. Il gruppo, unitissimo, credeva nelle sue possibilità e tutti i componenti hanno remato nella stessa direzione. Merito dei giocatori, certo, ma pure di Yakin - che ha guadagnato sul campo il rinnovo fino al Mondiale 2026 - e di Contini. Merito di tutti. Bravi ma… guardiamo al futuro».

Che viste le premesse potrebbe essere altrettanto luminoso.
«Mi vengono in mente le parole di Marc Wilmots, quando era selezionatore del Belgio, quando la generazione d’oro di quel Paese si era appena affacciata alla nazionale: “La mia squadra è pronta a giocarsi il Mondiale”. Guidava dei ventenni. Ventenni che ora sono più che trentenni e che di successi non ne hanno colti. Non vorrei che la Svizzera facesse quella fine».

Di una selezione che negli ultimi dieci anni, alla vigilia di un grande torneo, è sempre stata indicata come una delle favorite?
«Di una selezione che non ha inserito i ricambi e che rischia di aver “sprecato” la sua generazione d’oro. Negli anni la Nazionale ha seguito un percorso virtuoso, che l’ha portata a un risultato importante in Germania; prima che i protagonisti “tedeschi” si facciano da parte, quelli maturi intendo, la Federazione deve in ogni caso lavorare duramente perché i giovani promettenti trovino grande spazio». 

Basta Sommer, Xhaka, Shaqiri, Schär…
«Non ho detto questo. Nel 2026, quando ci sarà il Mondiale, questi non saranno ancora in pensione. In quanto non più giovanissimi, non si può in ogni caso sapere come arriveranno all’appuntamento: quale sarà il loro stato di forma e, soprattutto, quale sarà il livello delle loro motivazioni. Per questo, fin d’ora, a Berna dovranno impegnarsi per far partire un ricambio generazionale, intelligente, programmato, che permetta alla squadra di non perdere competitività».

Sostituire i big potrebbe costar caro.
«Temo che l’Europeo che si sta ancora giocando sia stato il picco per questo gruppo. Per questo l’esito brucia e brucia tanto. Il rischio di vivere tornei anonimi, se non si comincia immediatamente a pensare al futuro, è però grande».

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