Enorme in Germania partendo da Locarno: Neuville racconta la Nati

L’ex nazionale tedesco, cresciuto in Ticino, elogia la squadra di Yakin in vista dell'amichevole di stasera a Basilea. «La Nati ha qualità, personalità e può fare bene anche al Mondiale».
E sulla sua carriera ci svela: «Non mi aspettavo di ottenere questi risultati, ma se potessi rigiocherei tre partite».
L’ex nazionale tedesco, cresciuto in Ticino, elogia la squadra di Yakin in vista dell'amichevole di stasera a Basilea. «La Nati ha qualità, personalità e può fare bene anche al Mondiale».
E sulla sua carriera ci svela: «Non mi aspettavo di ottenere questi risultati, ma se potessi rigiocherei tre partite».
BASILEA - Svizzera-Germania. Per la parte tedesca del nostro Paese rappresenta la Partita. Con la P maiuscola. Un vero e proprio derby. E allora l'incontro previsto questa sera al St. Jakob-Park di Basilea - il 55esimo tra le due nazionali - sarà amichevole solo sulla carta. Contro la Mannschaft la truppa di Yakin è infatti chiamata a confermare l'ottimo ruolino di marcia del 2025, anno in cui la Nati non ha mai perso (7 vittorie e 3 pareggi), lanciando nel contempo al meglio l'anno dei mondiali americani.
La Svizzera sarà pure chiamata a difendere un'imbattibilità che proprio ieri ha compiuto la maggiore età. I tedeschi, infatti, non sconfiggono i rossocrociati dal 26 marzo 2008 quando si imposero per 4-0 (sempre a Basilea) grazie alla doppietta di Mario Gomez e alle reti di Miroslav Klose e Lukas Podolski. Da quel giorno la Nati ha però sempre fermato la Mannschaft imponendogli tre pareggi (l'ultimo dei quali all'ultimo europeo con pareggio in extremis di Fullkrüg) e sconfiggendola per 5-3 nel 2012 proprio al St. Jakob.
«Me la ricordo bene quella partita. Ero anche allo stadio», precisa Oliver Neuville, nato e cresciuto in Gambarogno che con la Mannschaft ha disputato ben 69 partite (10 gol). «La differenza tra le due nazionali si è parecchio assottigliata negli ultimi anni». «I nazionali rossocrociati ora giocano nelle migliori squadre dei migliori campionati esteri e questo si ripercuote sui risultati ottenuti dalla Svizzera che quest'anno parteciperà al sesto mondiale consecutivo. Il livello del calcio elvetico si è alzato molto, soprattutto dall'avvento di Roy Hodgson che riportò la Svizzera ai mondiali dopo decenni».
ImagoNato e cresciuto a Locarno, il 52enne è l'attuale vice-allenatore del Borussia Mönchengladbach.Ma come vede la partita di questa sera l'ex nazionale tedesco e attuale vice-allenatore del Borussia Mönchengladbach?
«La Germania attualmente ha qualche problemino sulla fascia destra di difesa. Al momento deve giocarci Kimmich che è un centrocampista. Intendiamoci, in quel ruolo, che aveva rivestito a inizio carriera, lui fa molto bene ma io preferirei vederlo a metà campo. Anche in attacco, al momento, non abbiamo un vero e proprio numero 9. Perché Füllkrug gioca pochissimo al Milan, mentre il nostro Tim Kleindienst (gioca nel Borussia M., ndr) è purtroppo infortunato da quasi un anno. In quella posizione può fare bene Deniz Undav, che sta facendo un sacco di gol questa stagione (18)».
A una scarsità di punte di ruolo, la Germania contrappone un pacchetto di trequartisti di grandissima qualità...
«Sì, in quella posizione siamo ben coperti. Penso a Wirtz, a Musiala, a Karl. Anche Havertz ha riniziato a giocare nell'Arsenal. E poi ci sono anche Gnabry e Sané».
E la Svizzera?
«La Svizzera è un'ottima squadra e può fare bene ai mondiali. Ha una grande difesa. A partire da Kobel. Poi ci sono Elvedi che con il Borussia M. sta facendo una stagione eccezionale e Akanji. A centrocampo poi ha un giocatore come Xhaka che è un vero e proprio leader».
Guardando più in là, come la vedi in ottica Coppa del Mondo?
«Dipende un po' dalla forma dei giocatori che sono attualmente infortunati o che giocano poco come Musiala, Füllkrug o lo stesso Kleindienst. Di base però la Germania è una nazionale che lotta sempre per vincere il mondiale, anche se quest'anno sarà difficile. Per me la chiara favorita resta infatti la Francia che ha una rosa spaventosa. Il loro potenziale offensivo è veramente incredibile se si pensa che possono disporre di Mbappé, Dembelé, Oliseh, Barcola, Doué e Cherki. Alla fine però per vincere un Campionato del Mondo quello che conta è il gruppo».
ImagoNella finale Mondiale del 2002 contro il Brasile.Tu ci sei andato vicino a vincerlo un Mondiale (secondo posto nel 2002 e terzo nel 2006)...
«Sì. Ed è per quello che dico che il gruppo e l'ambiente contano tantissimo in un torneo così lungo. Al Mondiale del 2002 noi non eravamo tra i favoriti, ma il gruppo ci ha dato la forza di arrivare fino alla finale».
Una finale Mondiale, una finale Europea e una di Champions, il giovane Neuville si sarebbe aspettato questa carriera?
«Sicuramente no. Da ragazzino si ha sempre quel sogno. Ma la mia ambizione inizialmente era quella di giocare nella Serie A svizzera. Poi da una cosa né è nata un'altra, ma è chiaro che non mi aspettavo di fare una carriera del genere».
Quale partita rigiocheresti se ne avessi la possibilità?
«Ce ne sono un paio. La prima sicuramente è la finale contro il Brasile del 2002 (finita 2-0 per i verdeoro, ndr). Prima del loro vantaggio, infatti, noi avevamo avuto un paio di grosse occasioni, tra le quali una mia punizione. Un'altra partita che rigiocherei è la finale di Champions League tra il mio Leverkusen e il Real Madrid. Nel secondo tempo quella partita l'abbiamo letteralmente dominata e non meritavamo di perderla. La terza partita che mi piacerebbe rigiocare è quella contro l'Unterhaching che ha deciso la Bundesliga nella stagione 1999/2000. Quel giorno ci sarebbe bastato un pareggio per vincere la Bundesliga, ma perdemmo 2-0 e venimmo "superati" dal Bayern Monaco per la differenza reti. E quello ha fatto malissimo».
ImagoCon il Leverkusen durante la finale di Champions League contro il Real Madrid nel 2002.








