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«Da andar fuori di testa»

«David ha messo sé stesso, il suo ego, davanti alla squadra»
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«Da andar fuori di testa»
«David ha messo sé stesso, il suo ego, davanti alla squadra»
Arno Rossini: «Per cancellare quella scena contro il Lecce, David dovrà infilare una serie di prestazioni convincenti».
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TORINO - Al minuto 66 di Juventus-Lecce - sfida dominata dai bianconeri e solo grazie alle parate di Falcone ancora bloccata sull’1-1 - Jonathan David ha avuto l’occasione per cancellare, in un sol colpo, mesi di critiche. Lui, arrivato a Torino con appiccicata l’etichetta di bomber di razza ma capace, con la Vecchia Signora, di segnare due reti (compresa quella di ieri sera, martedì) in quattro mesi. Di più, l’attaccante canadese ha avuto sui piedi la possibilità di spingere i suoi al quarto successo consecutivo, permettendo loro di tenere il ritmo di Inter, Milan e Napoli, ovvero il terzetto di testa. L'ha fallita.

Al 25enne è stato “lasciato” un rigore. E lui che ha fatto? Si è presentato sul dischetto e… ha prodotto una conclusione ridicola. Uno “scavetto” - se sapete di pallone avete ben presente - senza potenza (e fin qui) e calciato a pochi centimetri da terra. Risultato? Il bravo portiere dei salentini ha respinto di piede.

«Una scelta infelice, anzi, una scelta totalmente sbagliata - è intervenuto Arno Rossini - Quel tiro potrebbe essere un punto di svolta nella carriera di David. E ovviamente non in positivo».

Ha sbagliato, non ci piove, ma ha dimostrato carattere scegliendo quella soluzione.
«È vero che sarebbe bastato alzare un po’ più la palla per segnare; una conclusione del genere, in un momento del genere, tu però non devi provarla. Non lo dico solo io: chiedete a qualsiasi allenatore al mondo cosa pensa di un suo ragazzo che fa lo “scavetto”. Da andar fuori di testa. Il punto è che, scegliendo quel tipo di conclusione, ha messo sé stesso, il suo ego, davanti alla squadra. Invece di puntare su una battuta “sicura”, se possono essercene nei rigori, ha scelto lo spettacolo. Malissimo, tenuto conto che la Juve era in ripresa e che, invece, così ha buttato due punti».

In molti hanno detto che dopo quanto accaduto l’attaccante è, sportivamente parlando, morto. Eppure un segnale positivo lo ha dato contro il Sassuolo: un gol e un assist per ripartire?
«Morto no, ma è dura: per cancellare quella scena contro il Lecce, David dovrà infilare una serie di prestazioni convincenti. Segnare. Essere decisivo. Non basta una buona partita per farsi perdonare. Dopo quel rigoraccio, Spalletti e la società… sicuro gli avranno fatto una lavata di testa. E anche i tifosi, che fino a settimana scorsa erano stati relativamente tranquilli, ora non gli perdoneranno nulla. A ogni stop sbagliato, a ogni indecisione, a ogni imprecisione, lo riempiranno di fischi. Solo se ha un grande carattere il canadese può resistere per qualche settimana e uscire dalla brutta situazione nella quale si è cacciato».

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